Semestre da dimenticare per gli operatori di gioco pubblico che chiudono la prima metà dell’anno con bilanci da dimenticare.

In basi ai dati registrati dai maggiori operatori del settore raccolti da Jamma.it, il segmento di gioco che ha maggiormente risentito delle conseguenze delle misure introdotte in fase di emergenza per la pandemia è quello delle videolotterie. A causa della chiusura dei punti di gioco per le misure urgenti poste in essere dal Governo in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 a partire dal 9 marzo 2020 (nei primi comuni interessati dalla pandemia anche prima) e fino alla prima metà di giugno 2020, con aperture differenziate per Regioni, si arriva, in alcuni casi, ad una riduzione della raccolta fino al 70%.

Per le AWP, gli apparecchi a vincita limita, si stima una riduzione della raccolta, riferibile al primo semestre, che oscilla tra il 58 e il 60%, rispetto ai primi sei mesi 2019.

Valori analoghi per quanto riguarda la produttiva media calcolata su ogni singolo apparecchio: Si va da -55% per ogni AWP a -71% per ogni VLT.

Per quanto riguarda le scommesse ad oggi si registra un decreto medio della raccolta di circa il 52%.