Il Tar della Lombardia ha accolto il ricorso di un esercente contro il Regolamento adottato dal Comune di Osio Sopra in materia di limitazioni orarie all’offerta di gioco d’azzardo.

Il Tar della Lombardia, con pronuncia del 4 marzo 2020, ha accolto il ricorso presentato da un esercente di sala giochi, rappresentato dall’avvocato Cino Benelli, contro il regolamento che limita l’esercizio di attività di gioco legale.

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Per i giudici  il regolamento comunale in questione non tiene in considerazione quanto evidenziato nel verbale della Conferenza Unificata presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri del 7 settembre 2017, che ha individuato, come obiettivo da raggiungere “Riconoscere agli Enti locali la facoltà di stabilire per le tipologie di gioco delle fasce orarie fino a 6 ore complessive di interruzione quotidiana di gioco”. La distribuzione oraia delel fasce di interruzione del gioco nell’arco della giornata va definita d’intesa con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in una prospettiva più omogenea possibile nel territorio nazionale e regionale”.

Il collegio sottolinea che ” Nel regolamento comunale avversato (….) , si fa riferimento al fatto che sarebbe notorio il fenomeno della ludopatia e l’esigenza della sua prevenzione, ma ciò non può comunque colmare il vuoto motivazionale derivante dal fatto che non può essere ritenuto notorio né il fatto che tale fenomeno sia sempre una patologia, né tantomeno che la stessa sia diffusa nell’ambito del territorio comunale o che la rigida e indifferenziata disciplina degli orari approntata dal Comune possa essere effettivamente adeguata allo scopo perseguito. Il ricorso risulta, dunque, meritevole di positivo apprezzamento, in quanto teso a dimostrare come, oltre che carente di motivazione, il censurato regolamento risulti essere frutto di un’insufficiente istruttoria. Esso, infatti, pur dichiarando di perseguire l’obiettivo, in particolare, della tutela dei minori e della famiglia, tendendo a contenere le ricadute negative dell’assiduità del gioco nel contesto familiare e per la popolazione anziana, sia in termini di sovraindebitamento, che di auto segregazione dalla vita di relazione e affettiva, consente, invece, l’attività di gioco negli orari più deleteri in relazione a tali profili, visto che anziani e minori non sono frequentatori serali e ai fini dell’unità familiare assume rilevanza il fatto che la possibilità dell’esercizio del gioco sia esclusa negli orari tradizionalmente dedicati alla famiglia (ciò che ha ispirato numerosi altri Comuni dell’area bergamasca e bresciana nella stesura dei loro regolamenti comunali)”.

“Il regolamento approvato dall’Assemblea dei Sindaci dell’ambito di Dalmine l’1 ottobre 2018 e fatto proprio dal Comune di Osio Sopra con la deliberazione del consiglio comunale del 13 marzo 2019, n.12, senza far riferimento ad alcuna particolare situazione territorialmente rilevante e nessuna specifica esigenza, né a dati scientifici che possano giustificare l’adozione di una diversa soluzione, ha notevolmente ampliato l’orario di fermo e, anziché prevedere un’articolazione dell’orario di gioco in fasce orarie, ha posto un divieto di esercizio del gioco tra le 20 e le 10 del giorno successivo, per una durata, quindi, di quattordici ore giornaliere, consentendo la possibilità di gioco ininterrottamente per tutta la giornata (dalle 10 alle 20). Tale previsione risulta essere difficilmente coniugabile con le finalità individuate dallo stesso articolo 2 del regolamento e cioè quelle di ridurre gli effetti pregiudizievoli per la salute pubblica, il risparmio familiare, la serenità familiare, l’integrità del tempo di lavoro…omissis…al fine di limitare le conseguenze sociali dell’offerta di gioco su fasce di consumatori psicologicamente più deboli. Non si vede, infatti, come la possibilità di dedicarsi al gioco dalle 10 alle 20 possa in qualche modo garantire la serenità familiare (essendo presumibile che il familiare dedito al gioco destini ad esso le ore normalmente dedicate alla condivisione familiare, come quelle dedicate ai pasti) o l’integrità del tempo lavoro (visto che gli orari finirebbero per coincidere, con la conseguenza che il tempo da dedicare al gioco o sarà sottratto alla famiglia o lo sarà al lavoro), né come possa disincentivare la dedizione al gioco della popolazione anziana, cui è data la possibilità di giocare proprio nell’arco di tempo più consono alle abitudini della stessa”.

Regolamento orari giochi. Benelli (avvocato): “Sentenza TAR conferma la necessità di considerare Intesa in Conferenza Unificata”