“Conoscere questo settore da un punto di vista scientifico è un valore aggiunto. Abbiamo cercato anche noi di muoverci in questo ambito. Far conoscere all’opinione pubblica i numeri veri di questo settore è importante. Il comparto mi sembra ancora un po’ spaventato quando si chiede di conoscere i numeri, invece secondo me andrebbe fatto un passo avanti e andrebbe capito che la trasparenza del settore può diventare un valore aggiunto, anche per sfatare leggende metropolitane diffusissime, come quando la raccolta viene presentata come la spesa”.

Lo ha detto Roberto Fanelli (Direzione centrale gestione tributi e monopolio giochi di Adm) intervenendo al convegno dal titolo: “Occupazione, fiscalità, territorio: quale futuro? Radiografia del settore degli apparecchi da gioco”, organizzato a Roma da Assotrattenimento 2007-As.Tro e CGIA Mestre.

“Bisogna rendere i numeri del settore noti, per dimostrare che non c’è nulla da nascondere. Come avvenuto per il tabacco. I dati forniti non sono numeri trascurabili. 57mila persone non sono assolutamente trascurabili, inoltre a queste si aggiungono tante altre persone e alla fine viene fuori un numero che va verso le 100/150mila unità, numero che dà la visione di un comparto economico che non sarà la terza industria del Paese, ma ha comunque una sua rilevanza. Ora che questo settore venga cancellato così è un po’ eccessivo. Spero che questa ricerca venga diffusa in tutti i tavoli istituzionali e non, perchè comunque offre un riferimento basato su strumenti oggettivi e scientifici, e può aiutare a capire che il proibizionismo non fa bene, oltre a capire come regolamentare il settore nel migliore dei modi”.

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