Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Emilia Romagna (Sezione Seconda) ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato contro Comune di Reggio Emilia e Regione Emilia Romagna in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della Deliberazione della Giunta comunale di Reggio nell’Emilia I.D. n. 221 del 12 dicembre 2017, avente ad oggetto “Disposizioni in materia di divieto di apertura e di esercizio delle sale scommesse e nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito. Mappatura dei luoghi sensibili e degli esercizi di cui all’art. 6 comma 2 bis della L.R. 5/2013”; del Provvedimento dirigenziale dello Sportello Attività Produttive e Edilizia del Comune di Reggio nell’Emilia R.U.A.D. 225 del 20 febbraio 2018, avente ad oggetto “Individuazione degli esercizi a cui applicare la disciplina regionale in materia di ludopatie. Aggiornamento e rettifiche locali”; della Deliberazione n. 831 del 12 giugno 2017 della Giunta regionale dell’Emilia Romagna, intitolata “Modalità applicative del divieto alle sale gioco e alle sale scommesse e alla nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito (L.R. 5/2013 come modificata dall’art. 48 L.R. 18/16)”, pubblicata sul BURERT n. 165 del 16 giugno 2017 – Parte Seconda.

Si legge: “Rilevato che col ricorso introduttivo la Società ricorrente ha impugnato la Deliberazione della Giunta comunale di Reggio nell’Emilia I.D. n. 221 del 12 dicembre 2017, avente ad oggetto “Disposizioni in materia di divieto di apertura e di esercizio delle sale scommesse e nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito. Mappatura dei luoghi sensibili e degli esercizi di cui all’art. 6 comma 2 bis della L.R. 5/2013”, nonché il provvedimento dirigenziale dello Sportello Attività Produttive e Edilizia del Comune di Reggio nell’Emilia R.U.A.D. 225 del 20 febbraio 2018, avente ad oggetto “Individuazione degli esercizi a cui applicare la disciplina regionale in materia di ludopatie. Aggiornamento e rettifiche locali”, oltre all’atto presupposto costituito dalla Deliberazione n. 831 del 12 giugno 2017 della Giunta regionale dell’Emilia Romagna, intitolata “Modalità applicative del divieto alle sale gioco e alle sale scommesse e alla nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito (L.R. 5/2013 come modificata dall’art. 48 L.R. 18/16)”, pubblicata sul BURERT n. 165 del 16 giugno 2017 – Parte Seconda;

rilevato che con motivi aggiunti la ricorrente ha impugnato altresì la Delibera della Giunta Comunale di Reggio Emilia I.D. n. 112 del 28 giugno 2018, avente ad oggetto “Integrazione mappatura dei luoghi sensibili e degli esercizi di cui all’art. 6 comma 2 bis della legge regionale n. 5/2013. Divieto di apertura e di esercizio delle sale gioco e delle sale scommesse e nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito – modifica della delibera G. C. 221/2017”, nonché il provvedimento del 30 luglio 2018 del Servizio Sportello Attività Produttive e Edilizia del Comune di Reggio Emilia, avente ad oggetto “Sala giochi/sala scommesse/VLT sita a Reggio Emilia in Via (…)”;

– rilevato che con successivi motivi aggiunti la ricorrente ha impugnato, infine, l’ordinanza dirigenziale R.U.O. 590 del 6 ottobre 2021 emessa dal Comune di Reggio Emilia ed avente ad oggetto “Ordinanza di chiusura sala giochi (…)”, formulando la domanda di sospensione cautelare dell’atto, in discussione in questa sede;

– rilevato che il Comune di Reggio Emilia si è costituito opponendosi alla sospensione cautelare degli atti impugnati;

– ritenuta l’insussistenza dei presupposti per l’accoglimento della domanda cautelare, difettando il necessario fumus boni iuris, alla luce della giurisprudenza in materia, anche di questo Tribunale (vedi Tar Bologna, ordinanze n. 118/2018, n. 343/2020, sentenze n. 856/2020 e n. 732/2021; Consiglio di Stato, sentenza n. 1806/2019, n. 8298/2019) e risultando comunque prevalente, nel bilanciamento dei contrapposti interessi, quello pubblicistico sotteso ai provvedimenti impugnati, rispetto a quello fatto valere dalla ricorrente, tenuto anche conto che alla Società era già stato comunicato ad inizio 2018 che la sala scommesse avrebbe dovuto essere spostata in luogo distante dai luoghi sensibili e che l’Ente ha concesso a tal fine alla (…) la possibilità di chiedere una proroga del termine, previo avvio dell’iter per addivenire allo spostamento dell’attività in altro luogo compatibile (vedi Tar Bologna, sentenza n 732 del 2021);

– ritenuto che le spese di questa fase debbano seguire la soccombenza, liquidate come in dispositivo;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia Romagna (Sezione Seconda):

– respinge la domanda cautelare;

– condanna la ricorrente alla refusione delle spese di lite, liquidate in € 1.500,00 oltre accessori di legge, in favore di ciascuna controparte costituita”.