curcio
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(Jamma) – “Sono stanco e anche amareggiato, questo accanimento strumentale nei confronti del solo comparto delle AWP deve finire. Anche oggi leggo sulle pagine dell’edizione nazionale de ‘Il Tirreno’, dati sugli apparecchi da gioco non corrispondenti alla realtà. Provvedimenti regionali e comunali emanati su numeri incompleti sono un regalo alle lobby dell’online e delle altre offerte, incluse quelle gestite dalla criminalità”.

Così Raffaele Curcio, presidente dell’Associazione Nazionale Sapar, che raduna oltre 1700 aziende di gestione, produzione e costruzione di apparecchi da intrattenimento, commentando l’ennesimo articolo pubblicato sul quotidiano “Il Tirreno”, che da tempo ormai persegue una politica di attacco discriminatorio e lesivo nei confronti delle sole slot, diffondendo dati non congruenti alla realtà.

Nello specifico, riguardo alla Toscana, si dichiara che la spesa pro capite annua agli apparecchi da gioco è di 889 euro. “Queste cifre sono errate – dichiara Curcio – perché continua ad essere confuso il dato della raccolta con quello della vincita: la vera spesa del cittadino è data dal giocato meno le vincite. Pertanto, facendo riferimento ai dati forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel 2016 la spesa relativa alle AWP e VLT è stata di 691 milioni di euro, che diviso la popolazione della Toscana (3.742.437 secondo il dato ISTAT al 31 dicembre 2016), indica in 184 euro la spesa pro capite in un anno. Parliamo di una differenza di 715 euro, cifra enorme soprattutto se utilizzata in maniera strumentale per attaccare continuamente e gettare fango sul solo settore degli apparecchi da intrattenimento”.

Il presidente Sapar, citando sempre i dati forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, sottolinea anche l’errore sui numeri forniti per la provincia di Prato: “sempre per l’imprecisione ricorrente di scambiare la raccolta con la spesa, si indicano i 2377 euro come la cifra pro capite giocate a testa. In realtà se dividiamo il totale della spesa della popolazione della provincia di Prato (103.955.208,94 euro) con il totale della popolazione (238.653) arriviamo ad un totale di 435,59 euro. Parliamo di 1941,41 euro in meno. Quindi come posso non pensare male? è chiaro che si sta conducendo un’operazione strumentale per distruggere una sola parte della filiera. Infatti le aziende di gestione chiudono e aumenta il numero di disoccupati in Italia. E questo, evidentemente, porterà beneficio ad alcune lobby dell’azzardo”.

Curcio conclude confermando: “se si vuole tutelare il giocatore potenzialmente patologico, è quasi inutile il divieto per una singola offerta, in quanto egli facilmente si sposterà verso altri giochi leciti e soprattutto illeciti, ove non vi è nessuna tutela. Questo tipo di approccio ha ottenuto il solo risultato di far chiudere le aziende, perdendo investimenti e soprattutto posti di lavoro. Siamo convinti, e lo ripetiamo da anni, che è necessario un approccio di tipo culturale, tramite la formazione e l’informazione. E soprattutto non è più procrastinabile l’educazione al gioco sano e lecito delle future generazioni, che oggi abusano del gioco online tramite smartphone e tablet”.

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