Print Friendly, PDF & Email

(Jamma) “Sulla scorta di quanto osservato e dell’interesse pubblico perseguito non può condividersi la distinzione, su cui insiste l’appellante, tra apertura di una nuova sala da giochi ed il suo mero trasferimento in altro locale, anche a distanza ridotta”. Così si è espresso il Consiglio di Stato chiamato a decidere sull’appello di un esercente di Mestre al quale era stato negato il permesso di aprire una sala giochi a meno di 500 mt da un luogo sensibile. Per i giudici “se la distanza dai “luoghi sensibili” costituisce una misura ragionevole ed utile per mettere un freno alla ludopatia, sarebbe del tutto illogico ammettere il superamento delle distanze in caso di trasferimento di una sala da giochi già esistente”.

Leggi la sentenza a questo link

 

Commenta su Facebook