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(Jamma) I tedeschi non usano mezze misure nel definire la situazione politica attuale una vera e propria tragedia. Nessuno, sostengono, è in grado di dire quando andrà in scena l’ultimo atto del dramma sulla costruzione del governo di Berlino. E in questa situazione di ‘limbo’ del governo federale, in uno scenario di tragedia politica che si trascina da anni, si gioca anche la partita delle regole sull’azzardo. Un vero dibattito sociale sul gioco d’azzardo in Germania infatti, per quanto necessario, non è stato mai avviato e da più parti si chiede una riforma delle legge.

Il mercato, secondo le ultime stime, ha raggiunto dimensioni tali da richiedere in modo urgente un sistema di regole credibile. Ogni anno si calcola infatti una spesa reale di circa  91 miliardi di euro, tra lotteria e gratta e vinci, apparecchi da gioco a vincita, scommesse, scommesse sportive su Internet o sui casinò virtuali. È un mercato in rapida crescita in cui, paradossalmente, sembrano essere privilegiate quelle offerte che non dovrebbero esistere, almeno secondo la normativa vigente. Il 40 percento delle giocate infatti sono destinate a forma di offerta non regolamentate e quindi in parte sul mercato nero incontrollato.

Per la maggior parte dei giochi d’azzardo in Germania, lo stato ha il monopolio. Le lotterie sono riservate, con alcune eccezioni, alle 16 compagnie della lotteria statale . Sono consentiti gli apparecchi da intrattenimento a vincita limitata, per i quali però lo Stato ha previsto maggiori restrizioni rispetto al passato. Le scommesse sportive non sono ancora ufficialmente legali, ma sono tollerate e stanno aspettando il rilascio delle licenze dal 2014 . Il gioco d’azzardo su Internet, che operatori privati non autorizzati dallo Stato offrono principalmente da paesi dove è prevista una tassazione più bassa, è generalmente vietato. Ma è proprio questa parte del mercato illegale che sta crescendo più velocemente.

Lo Stato – visto che molte regole sono state imposte dai governi federali, ha senza dubbio fallito, in primo luogo, con l’obiettivo di tutelare i consumatori in modo adeguato, e in secondo luogo con la clausola “per contrastare lo sviluppo e la diffusione del gioco d’azzardo illegale .” Sono questi infatti gli obiettivi esplicitati nel testo dell’attuale Trattato dello Stato sul gioco, come giustificazione dei divieti introdotti. Tuttavia, i divieti funzionano solo se vengono applicati. Gli stati federali hanno introdotto regole stringenti nel 2012 destinando somme modeste per il finanziamento degli interventi di controllo e delle misure di contrasto all’illegale. Con il risultato che gli operatori stranieri online hanno continuato a fare affari per anni senza dover temere conseguenze: da una parte funzionari con pochi mezzi, dall’altra società di gioco da un milioni di dollari con avvocati preparati, costosi e specializzati.

Evidentemente quello che è stato fatto non è sufficiente. Originariamente solo 20 fornitori di scommesse sportive avrebbero dovuto ottenere una licenza. Il piano però fallì in tribunale, costringendo gli stati a rivedere il Trattato dello Stato sul gioco d’azzardo per la terza volta in dieci anni. E così sono passati anni. Nel dicembre scorso la riforma è definitivamente fallita a causa della resistenza di alcuni stati federali, soprattutto dello Schleswig-Holstein. All’inizio le regole sono state attuate in modo inadeguato, ora i paesi non sono nemmeno in grado di scendere a compromessi.

Nel frattempo, le società di gioco private continuano a fare quello che vogliono con l’aiuto del settore finanziario. A fronte di una situazione di deregulation gli Stati Federali sembrano concentrati solo sull’applicazione delle restrizioni al mercato delle sale da gioco con conseguenze devastanti per il comparto dell’intrattenimento. Dal 2013 al oggi il numero degli apparecchi di puro intrattenimento si è ridotto di un terzo: da 32.200 unità a meno di 20.000. Tra il 2010 e il 2016, gli operatori hanno registrato una netta crescita del fatturato, con tasso medio annuo del 7,3%. Ma allo stesso tempo gli oneri per l’industria sono cresciuti vertiginosamente, come nel caso della imposta sull’intrattenimento, passata da 357 milioni di euro nel 2010 a 936 milioni nel 2016. Oggi, per l’applicazione delle distanze minime tra sale giochi e le nuove regole sul contingentamento, ci sia attende una sensibile riduzione del numero delle slot (oggi circa 264.000) mentre non sembra ipotizzabile una vera e propria revisione generale delle regole. La situazione politica attuale non lascia ben presagire. Operatori, addetti ai lavori e società civile stanno chiedendo al governo la costituzione di una commissione transnazionale che si occupi delle regole del gioco d’azzardo e della loro applicazione a livello nazionale, con l’obiettivo di creare un’agenzia potente, simile alla Bafin, il Bundesanstalt Für Finanzdienstleistungsaufsich, l’autorità federale nata nel 2002 per la supervisione del settore finanziario, un’organizzazione pubblica a carattere indipendente e soggetta alla stretta vigilanza tecnica e legale del Ministero Federale della Finanza. Ma questo richiedere un governo forte e soprattutto un bel po’ di soldi. Chissà se il 2018 sarà l’anno giusto.mc

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