Soddisfazione. La prima parole pronunciata da Michele Galasso, imprenditore del gaming di Bolzano, è appunto soddisfazione. Non potrebbe essere altrimenti all’indomani la decisione della sezione 6a del Consiglio di Stato che ha sospeso gli effetti delle sentenze sul distanziometro di Bolzano e degli atti originariamente impugnati attraversi i quali la Provincia di Bolzano ha inteso contrastare il gioco d’azzardo patologico.

“Solo felice per il risultato ottenuto, anche se la cautela non è mai troppa. Tra un mese saremo di nuovo davanti al Consiglio di Stato per l’udienza nel corso della quale si confermerà o meno la sospensione del provvedimento che introduce le distanze minime dai luoghi sensibili per le sale giochi. Successivamente, nel caso di conferma della sospensiva, verrà fissata l’udienza per il giudizio di merito”.

Galasso è un operatore storico dell’apparecchio da intrattenimento, la sua attività imprenditoriale è stata affiancata in diverse occasione a quella di rappresentante di categoria. La sua determinazione nel difendere gli interessi e i diritti del settore di cui è rappresentante sono noti anche ai non addetti a lavori.

“E’ triste dover constatare che oggi essere un imprenditore del gioco legale, soprattutto nelle nostre zone (la provincia di Bolzano) vuol dire dedicare tempo e importanti risorse economiche a quelle che a tutti gli effetti sono diventate battaglie legali contro provvedimenti restrittivi che non hanno alcun senso”, osserva Galasso. “Quanto mi sono costati negli ultimi tre anni tutti i ricorsi e i procedimenti ‘burocratici’ per difendere la mia attività? Uno sproposito, una voce determinante sul bilancio, senza contare il danno incalcolabile in termini di mancati guadagni, perdita della clientela e danni di immagine”. Il tutto per una battaglia che al momento vede la Provincia di Bolzano in svantaggio. “La decisione del Consiglio di Stato non mette la parola fine a questa guerra, va precisato. Al momento abbiamo vinto una battaglia”. Un risultato che comunque consente a Galasso di riaprire la sua sala giochi. “Dal 2 aprile la sala è chiusa, oggi stesso contiamo di riaprire, ma si può ben capire con quali difficoltà. Chi sta causando tutti questi problemi alle attività di gioco legali non se ne rende conto. In passato sono arrivati addirittura a recapitarmi il verbale che mi sanzionava per il fatto di avere aperto la sala giochi senza nemmeno attendere la notifica della decisione del giudice amministrativo che aveva respinto il mio ricorso”.

Che il rapporto insomma tra la Provincia e i gestori di apparecchi da intrattenimento sia abbastanza deteriorato è piuttosto evidente. “Mi chiedo se è stato mai chiesto conto alla Provincia delle spese legali che sta sostenendo da qualche anno a questa parte. Ma soprattutto se sia mai stata fatta una valutazione seria e oggettiva del Regolamento che introduce il meccanismo dlle distanze minime dai luoghi sensibili”. Parliamo appunto di questo provvedimento e degli argomenti sostenuti dall’avvocato Michele Busetti, legale dell’azienda di Galasso. “Vorrei innanzitutto precisare che l’aver ottenunto una revocatoria di una precedente sentenza del Consiglio di Stato è cosa abbastanza eccezionale e rara, per questo la sua valenza è piuttosto forte. La nostra convinzione infatti è che non si possa basare il ricorso contro il regolamento della Provincia di Bolzano parlando di effetto espulsivo delle attività di gioco legale. Di fatto l’amministrazione chiamata in causa ha permesso il trasferimento di attività di sala giochi in altre aree dove non sono presenti luoghi sensibili. La sentenza del Consiglio di Stato oggetto di revocatoria si basa sugli esiti di una perizia che smonta la teoria dell’effetto espulsivo che, personalemente, non ho mai sostenuto. Il CTU del Giudice punta il dito sulla questione della ghettizzazione delle attività di gioco e di come tale fenomeno sia controproducente in termini di contrasto alla ludopatia. La posizione sull’effetto espulsivo è a mio avviso troppo ‘debole’, sicuramente meno convincente e valida di quanto lo siano le considerazioni sul possibile contrasto con le norme comunitarie o i danni causati ad attività autorizzate sulla base di una legge nazionale e quindi successivamente revocate”. Anni di battaglie legali hanno trasformato Michele Galasso in un esperto. “ Vorrei fare semplicemente quello che ho sempre fatto. Credo sia folle quello che noi imprenditori stiamo subendo da qualche anno a questa parte. Ho deciso di intraprendere questa strada e di portarla fino in fondo. Di certo ogni possibile risarcimento non sarà mai paragonabile al danno subito”, conclude amaramente Galasso.