Ha fatto scattare i sigilli a tre attività commerciali e ha portato al sequestro di beni per 1,3 milioni l’ultima operazione della Guardia di Finanza di Rimini, intitolata “Paper Moon”. I militari del nucleo Polizia Economico Finanziaria e il gruppo di Rimini hanno smascherato una complessa frode fiscale messa in atto da tre imprenditori ora indagati.

I tre, tutti parte di una stessa famiglia, operano nei settori della ristorazione, gestione di slot machine, tabaccherie e locazione turistica di immobili. Lo schema truffaldino prevedeva che alcune società preposte alla gestione dei rami aziendali maggiormente produttivi e strategici, dopo aver accumulato ingenti debiti fiscali, venissero “svuotate” di ogni asset aziendale a favore di altre società (sempre riconducibili tramite interposta persona ai medesimi attori della frode); le società venivano poi cedute a persone nullatenenti in modo da rendere inefficaci le eventuali procedure di riscossione coattiva da parte dell’Erario. Nell’ambito delle indagini sono stati anche individuati 81 lavoratori risultati alcuni senza contratto (quindi completamente “in nero”, ben 16) altri pagati con somme “fuori busta” (“irregolari”). Per questo i datori di lavoro sono stati segnalati all’Ispettorato del lavoro. Le sanzioni per questo reato vanno da € 58.000 a € 116.000.

Questa mattina i finanzieri hanno eseguito il provvedimento del GIP Manuel Bianchi, che ha disposto l’applicazione della misura cautelare del “divieto di esercizio dell’attività imprenditoriale” nei confronti di 3 indagati, e il sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per l’evasione delle imposte per 1,3 milioni di euro, con l’apposizione dei sigilli a 3 attività commerciali, di proprietà di una famiglia di imprenditori riminesi. I militari i hanno anche effettuato una decina di perquisizioni. Le 3 attività commerciali oggetto del decreto di sequestro sono state quindi affidate, su ordine dell’Autorità Giudiziaria, ad un amministratore giudiziario appositamente nominato dal Giudice.