franzoso
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(Jamma) – “Recentemente abbiamo assistito alla gag di Batman in pensione che propone l’abolizione dei supereroi, come estrema manifestazione della sua personale contrarietà a Superman.

Questa è la tristissima storia dell’ex testimonial di una lotteria che, per manifestare la sua avversione ai giochi nati successivamente alla sua esperienza, arriva a “scomunicare” tutto il gioco legale dello Stato (perché il gioco lecito è Amministrato dal M.E.F.), definendolo fenomeno “nato da qualche annetto” e quindi pontificando “se se ne faceva a meno prima stando bene tutti quanti, perché non tornare a quando non c’era?”. E così, per non cadere nella trappola di manifestarsi “solo” anti-Superman, un invecchiato e oramai artritico Batman propone il ritorno all’epoca ante-supereroi” così in una nota l’avv. Michele Franzoso (Centro Studi AsTro).

“La figura non felice dell’ex testimonial, in realtà, è di secondo ordine e non è neppure escluso che il “supereroe in pensione” si sia immolato proprio per sottrarre dai riflettori della campagna elettorale un gaffe ben più grave: la vera e autentica contraddizione in termini l’aveva, infatti, realizzata l’intervistato dal conduttore “ex Batman”, ovvero un esponente del partito che, più di ogni altro, ha le idee chiare sul gioco lecito “noi aboliremo il gioco lecito, ma prima pagheremo il reddito di cittadinanza innalzando le tasse sul gioco lecito”.

Al cospetto di un simile cortocircuito del pensiero politico, Batman non poteva non intervenire a difesa di uno degli “onesti” di Ghotam City e, quindi, l’ha sparata più grossa.

Come tranquillizzare gli italiani dopo una scena così poco rispettosa dei delicati temi trattati durante la trasmissione televisiva? Semplice. Ricordiamo – prosegue Franzoso – che gli apparecchi da gioco lecito sono sorti nel 2003 per soppiantare quelli illegali che prima operavano ovunque senza controllo – tassazione – trasparenza di installazione, incasso e disciplina tecnica. Dal 2003 ad oggi “solo quegli apparecchi leciti” hanno generato (in qualcosa di più di qualche anno, 15 per l’esattezza) oltre 50 miliardi di prelievo erariale e oltre quarantacinquemila posti di lavoro a tempo indeterminato di “cittadini italiani” che non ambiscono ad altro se non terminare il loro percorso contributivo, continuando a difendere il gioco controllato dalla Legge (e quindi antagonista degli apparecchi “anarchici” preesistenti al 2003).

I supereroi non esistono, non sono mai esistiti e non sono neanche mai esistiti “gli onesti di Gotham City”. Gli italiani sanno perfettamente che il gioco è una domanda che essi stessi generano e che possono soddisfare in due modi: accedendo ad un servizio offerto dalla criminalità (tacendo quando si perde e ci si ammala da gioco patologico, per paura di essere poi perseguiti dai delinquenti) oppure accedendo ad un servizio controllato dallo Stato che, quindi, ne risponde all’utenza sia in termini di controllo che in termini di cure sanitarie e di informazione preventiva.

Lo Stato ha mal lavorato sul gioco? Più che probabile. Tuttavia, lavorare meglio (e magari di più) è una sfida di coraggio e di competenza che un giorno si potrà anche vincere, mentre proporci di credere ai supereroi che ci pagheranno il reddito di cittadinanza con le tasse sul prodotto che vogliono abolire risulta offensivo nei confronti di chi ogni giorno lavora e fa il proprio dovere” conclude Franzoso.

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