Associazioni, consulenti, imprese: sono i più svariati i soggetti che hanno scelto di presentare le loro osservazioni sul progetto di regole tecniche per la produzione, il funzionamento e le procedure di autorizzazione al funzionamento degli apparecchi da intrattenimento senza vincita in denaro.

Si tratta di una parte del mercato degli apparecchi e una piccolissima porzione, in termini di fatturato, del composito mercato di giochi in Italia.

Eppure su queste norme, redatte dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli su indicazione del legislatore, pare si stia concentando l’attenzione di una industria a livello europeo.

Il 17 maggio prossimo la Commissione europea, come previsto dalla direttiva comunitaria, si dovrà esprimere sull’adozione di queste norme e sulla loro compatibilità con le regole del mercato europeo.

Gli operatori, però, sembrano avere già le idee molto chiare. Per molti di loro un complesso insieme di procedure, tra cui quella della omologazione, impedirà la libera circolazione di questi apparecchi. Si tratta di misure che, secondo il regolatore, impedirebbero un uso improprio, se non illegale, di questi apparecchi. Un modo per contrastare il gioco d’azzardo irregolare.

Così, a quanto risulta a Jamma, ci sarebbero almeno dieci contributi di altrettanti soggetti del comparto che denunciano le criticità di questo progetto di regole tecniche. 10 osservazioni che si aggiungono a tutte le altre di cui abbiamo dato notizia in queste settimane. E’ la prima volta che una simile reazione si registra a proposito di un progetto di regole tecniche.

Tra le osservazioni presentate figura di tutto un po’: la richiesta di rendere meno stringenti le misure causa crisi COVID e anche l’introduzione di ‘targhe di prova’.

A questo punto bisognerà attendere la decisione della Commissione.