Denuncia al proprio datore di lavoro e ai carabinieri di Bucine di essere stato rapinato ma le indagini dimostrano che si era trattato di una simulazione di reato e che l’uomo, un 41enne di origini napoletane residente in Valdarno, si era praticamente inventato tutto.

I fatti – si legge su lanazione.it – risalgono a qualche tempo fa ma sono stati rievocati ieri in Tribunale ad Arezzo davanti al giudice Stefano Cascone e al pm Bernardo Albergotti che ha sostenuto in aula l’accusa di simulazione di reato costata all’imputato una condanna a otto mesi.

Stando alla ricostruzione dei fatti il 41enne, dipendente di una azienda specializzata nel controllo delle slot machine nell’aretino, era stato più volte esortato dalla centrale di controllo ad andare a mettere in deposito i soldi ritirati avendo superato il limite di seimila, cifra consentita per il trasporto.

L’uomo, che ne aveva raccolti 19mila, non era andato a depositarli ma aveva invece raccontato al datore di lavoro e denunciato ai carabinieri di Bucine di essere stato rapinato.

Le indagini invece avevano dimostrato che la rapina non era mai avvenuta e dunque il 41enne era finito nei guai per appropriazione indebita e simulazione di reato per cui era a processo questa mattina. Sui soldi, mai ritrovati, sono ancora in corso accertamenti da parte degli investigatori.