Avvocato Marco Ripamonti

Sulla ripresa delle attività di sale gioco e scommesse interviene per Jamma l’avv. Marco Ripamonti, noto professionista esperto del Settore.

«Sto seguendo in questi giorni gli sviluppi e le posizioni assunte dal Governo e dalla politica riguardo alla cosiddetta fase 2. Comprendo i dubbi che animano il pensiero di chi è tenuto ad assumere delle importanti responsabilità in un momento così cruciale per la salvaguardia della salute dei cittadini e la ripresa economica del nostro Paese, ma proprio in un momento così difficile non riuscirei davvero a farmi una ragione di posizioni e determinazioni ingiustificatamente discriminatorie ai danni delle imprese del gioco in genere, in particolare fisico, e delle scommesse.

Superfluo ricordare come il gioco lecito a vincita in denaro costituisca una realtà ormai consolidata da molti anni, che offre lavoro ed enormi risorse per l’Erario.

Un comparto serio e concreto, quindi, che va tutelato e protetto. Condivido i recenti editoriali di Maurizio e Monica Brodo usciti tra ieri ed oggi ed apprezzo il lavoro che stanno svolgendo tutte le Associazioni di Settore.

Non saprei dire se i molti esperti e consulenti ingaggiati dal Governo abbiano mai messo piede in una sala giochi o scommesse e conoscano le realtà ed esigenze imprenditoriali del Settore, ma mi auguro che tali esigenze siano valutate con molta attenzione ascoltando la voce di chi rappresenta gli operatori.

Il mio modesto pensiero è che se possono riaprire ristoranti e bar, non sussiste ragione alcuna per cui non possano farlo le sale giochi e scommesse.

Certamente occorrono misure di contingentamento clientela ed eventualmente riguardo anche alle unità di apparecchi da poter attivare (penso a Vlt e Awp o anche agli apparecchi da intrattenimento di ogni altra tipologia lecita), nonché misure di costante sanificazione degli ambienti e delle apparecchiature stesse e componenti ed accessori, oltre possibilmente a guanti e mascherina.

Francamente, credo sia più agevole realizzare logisticamente tutto ciò riguardo a sale giochi e scommesse rispetto a pizzerie e ristoranti, per i quali si evidenziano problematiche ulteriori, legate alla attività di somministrazione. A mio avviso, però, il Governo dovrebbe intervenire anche presso il settore bancario per evitare che le imprese del gioco vengano discriminate riguardo all’accesso al credito, situazione questa che sappiamo tutti come sia sussistente, penalizzante ed ingiusta.

Dovrebbero disporsi anche interventi rilevanti finalizzati alla riduzione del preu, allo scopo di agevolare ancor meglio la liquidità delle aziende, con differimento di scadenze fiscali e contributive.

Non solo, andrebbero sospesi tutti quei regolamenti locali in tema di riduzione degli orari, misura questa che permetterebbe di evitare concentrazione di avventori e di aumentare, per quanto possibile, il business.

Se è vero che tali misure limitative sugli orari hanno il fine di contrastare i fenomeni legati alle cd ludopatie mi sembra anche evidente che in questo contesto di lockdown nessuno abbia commesso atti sconsiderati legati a crisi di astinenza da slot.

Gli italiani si sono evidenziati maturi e compatti ed hanno evidentemente mostrato di dare al gioco il giusto peso, sapendo rinunciarvi senza problemi ed evidenziando come, probabilmente, la ludopatia più che una malattia diffusa da prevenire abbia rappresentato, piuttosto, un comodo cavallo di battaglia per politici improvvisati ed incapaci in cerca di facile consenso.

Infine, argomento non certo ultimo in ordine di importanza, tutelare le imprese del gioco lecito facendole ripartire al più presto significa prevenire il rischio di accaparramento da parte di una criminalità organizzata sempre più attenta ai comparto del gaming, evitando anche la diffusione del gioco clandestino, inevitabile in caso di riduzione di quello lecito, per l’ineludibile principio economico di domanda ed offerta.

Mi auguro che il Governo e la folta schiera dei “dotti, medici e sapienti” ingaggiati e con cui si consulterà sapranno fare le giuste scelte in un momento così complesso, evitando situazioni rovinose».