In merito al trend delle nuove offerte di Amusement con gli Esport e riguardo i provvedimento preso dalla Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli (ADM) interviene l’avvocato Luca Giacobbe (Giacobbe Tariciotti & Associati):

“Si tratta di una vicenda dai contorni ancora da approfondire rispetto agli accertamenti compiuti dall’ADM ed alle sanzioni irrogate ma ritengo che si tratti dell’ennesimo sintomo di un problema molto più generale (sollevavo già due anni fa il tema della necessità e urgenza di un intervento sugli Esport).

La normativa sul gioco – prosegue l’avvocato – è rimasta ferma se vogliamo essere onesti ai primi anni duemila e non è più al passo con i tempi, è estremamente frammentata, lacunosa e poco chiara che si presta a regolamentare fattispecie riguardanti settori del tutto diversi tra di loro.

È evidente che l’esercizio commerciale che ospita apparecchi con o senza vincita ha un modello di business e un profilo di clienti diversi dagli shop o arene Esport. Sembra che l’ADM ritenga invece che l’art 110 comma 7 del TULPS debba applicarsi anche alle postazioni presenti nelle sale Esport, di fatto equiparandole alle sale da gioco o agli esercizi che ospitano apparecchi senza vincita in denaro sul piano autorizzatorio (licenze amministrative), regolamentare (certificazione giochi) e fiscali (pagamento imposta intrattenimento).

Si tratta di un tema molto complesso che meriterebbe un intervento normativo urgente almeno per dare regole agli operatori di entrambi i settori e certezze rispetto agli ingenti investimenti compiuti in questi anni sia dall’uno che dall’altro settore”.