Print Friendly, PDF & Email

Ha preso il via oggi la 46° edizione di Enada Roma, la storica fiera del gioco di Sapar, organizzata da IEG Italian Exhibition Group, che offre risalto alle novità, ai prodotti e alle nuove tecnologie presenti sul mercato.

La manifestazione, che si conferma punto di riferimento imprescindibile per il comparto, è stata inaugurata stamattina, con il taglio del nastro e la conferenza stampa di apertura sul tema “Dal Decreto Dignità alla Legge di Stabilità: quale futuro per il comparto del gaming?” che ha visto gli interventi di Raffaele Curcio, presidente di Sapar, Patrizia Cecchi, exhibitions Italy executive director di Italian Exhibition Group; Mauro Zaccaria presidente del consorzio FEE e Paolo Dalla Pria, presidente di Sapar Service. La tavola rotonda è stata moderata da Andrea Bassi, giornalista de Il Messaggero.

““Enada Roma si riconferma un appuntamento fondamentale per gli operatori che, storicamente, in questo momento dell’anno si incontrano, oltre che per presentare i loro prodotti, per un aggiornamento sulle nuove normative del settore e sull’impatto che queste avranno sui mercati di riferimento. È anche un momento imprescindibile di confronto e networking con le associazioni di categoria e le istituzioni. Per noi questo di Enada è un appuntamento storico e di rilievo. Il settore del turismo ha sicuramente parentele con questo comparto e ci auguriamo che la positività di questo settore possa portare vantaggi anche a quello del gioco. Ci siamo aperti all’amusement quest’anno con una sezione dedicata ai giochi per l’intrattenimento. L’augurio è che per questo settore, che vive quotidianamente impatti importanti, più o meno positivi, la manifestazione sia momento di affari ma anche di incontro e dibattito”. Così Patrizia Cecchi (IEG) in apertura del convegno.

E’ quindi intervenuto Mauro Zaccaria (Presidente Consorzio FEE – Family Entertainment Expo): “Rappresento i produttori degli apparecchi da intrattenimento senza vincite in denaro. In questa fiera viene ben rappresentato quello che si voleva aggiungere, creando una netta divisione tra gioco con vincita in denaro e il puro intrattenimento. A Rimini sarà ripetuto. Speriamo sia una delle tante iniziative che si ripropongano in futuro dando voce a tutti e due i settori”.

Paolo Dalla Pria (Presidente Sapar Service) ha invece sottolineato il grande lavoro svolto per “unire le forze e portare dentro questa fiera anche il settore dell’intrattenimento”.

Ad evidenziare le criticità del settore degli ultimi anni ci ha pensato Raffaele Curcio (Presidente Sapar): “Riteniamo sia indispensabile reintrodurre nella società anche il gioco prettamente ludico come alternativa valida al gioco in denaro. Quest’ultimo dal punto di vista politico ha preso una deriva importante. Con questa ulteriore manovra non si raggiunge lo scopo che si prefiggevano le aziende di trovare uno sfogo a medio-lungo termine in questo settore e inoltre non si aiuteranno nemmeno i cosiddetti giocatori patologici. Ci sono state quattro manovre negli ultimi due anni circa in cui si è aumentato esclusivamente il carico fiscale. Tutto quello che si sbandiera, ossia salvaguardare il giocatore, non si concretizza perchè in realtà si stanno solo togliendo libertà individuali. Non penso che tutti siano giocatori patologici in Italia. Vogliamo tutelare queste persone ma da uno Stato di diritto stiamo diventando uno Stato di polizia. Con l’aumento del Preu – ha proseguito Curcio – non si fa altro che spostare l’offerta di gioco su altre offerte. Quindi siamo difronte ad un’evidente ipocrisia di Stato. Questo dovrebbe operare in modo equo e sostenibile, non si può continuare a martellare un settore a favore di tutti gli altri. Questi governanti non si sono accorti che il settore è formato da lobby ma anche da piccole e medie imprese. Qui si sta facendo il gioco di alcune caste distruggendo completamente il tessuto delle aziende che ci sono sul territorio. Così prima o poi si implode. Questa ultima manovra avrà un impatto devastante, anche perchè non si è discusso con nessuno. Non ci si preoccupa del giocatore patologico, ma se alcune strutture avranno i soldi per fare qualcosa che ancora non si sa. C’è un velo nero che sta calando su tutto e nessuno si prende la briga di approfondire la situazione. Non si può per anni fa investire nel gioco lecito e poi dire abbiamo scherzato e si elimina chi ha investito in questo settore. C’è una grandissima ipocrisia, c’è uno Stato che non è equo, neppure con i giocatori.

Le normative che si sono susseguite a noi operatori sono parse senza visione di sistema e scollegate una dall’altra. Capisco che lo Stato attinga le risorse da un settore che è il meno gradito anche agli occhi del cittadino. Non ci si rende però conto che questo è un settore economico, che da 15 anni ha portato nelle casse dello Stato, attraverso il contributo di aziende, fra i 9 e i 10 miliardi circa l’anno in media. Se si voleva abbattere il sistema del gioco d’azzardo c’erano modi e modi. Volete i fondi del gioco ma volete anche che le aziende chiudano, allora prendete i soldi da un’altra parte. Le aziende si stanno attrezzando sull’online o su offerte illecite, ad un certo punto uno Stato che non è equo e leale con i suoi cittadini è giusto che si trovi davanti un cittadino che non sia più equo e leale nei suoi confronti, mi dispiace ma è cosi. Non siamo più in uno Stato liberale a questo punto. La domanda del giocatore c’è ed esisterà sempre, non cambia se aumenti la tassazione sul gioco. Anche l’illecito ormai per il giocatore è sempre più interessante, questo indirizzerà la sua domanda dove sta l’offerta, lecita o illecita”.

Poi una chiara provocazione per il governo da parte del presidente Sapar: “Se oggi venisse data una prospettiva di settore anche tramite una conversione io penso che le aziende non se la lascerebbero sfuggire, ma ci vuole un confronto, ci vuole tempo, qualcuno dovrebbe indicarci la strada. Ma ovviamente partendo da quello che abbiamo. Non ci possono essere prospettive se il governo non le vuole creare”.

“La bozza di decreto di riordino del gioco fatta dal precedente governo aveva grosse lacune, era una riforma molto incisiva che però non veniva riconosciuta da Regioni e Comuni. Ora mi sembra che a grandi linee sia stata ripresa da questo governo, ma il punto fondamentale è che si vogliono eliminare le awp dai locali pubblici. Il più grosso errore che il governo possa fare. Se lo scopo è togliere il gioco dalla quasi totalità dei locali a nostro avviso si fa un autogol tremendo perché prima eravamo pieni di gioco illegale. Abbiamo incanalato le aziende verso il gioco lecito con locali molto controllati ora si vuole fare un passo indietro. Se togli qualcosa che già di per se è controllato con cosa lo sostituisci? Vorrà dire che il prelievo erariale andrà in tasca a qualcun altro alla faccia della tutela dei giocatori” ha concluso Curcio.

Tra gli appuntamenti di questi giorni segnaliamo domani, mercoledì 17 alle ore 11, il convegno dal titolo “Ragione & regioni: la politica del gioco divide l’Italia. Confronto tra esponenti politici delle regioni ed il mercato del gioco sull’efficacia e le prospettive dei distanziometri”, organizzata dalla rivista Jamma e dall’agenzia Agimeg.

Sempre mercoledì, alle ore 13,30 è in programma l’incontro organizzato da ASCOB (Associazione Nazionale Concessionari Bingo) sul tema “Le aree slot nelle sale Bingo ASCOB”, intervengono: il presidente Salvatore Barbieri, Domenico Faggiani, delegato ANCI Lazio per le problematiche del gioco, Imma Romano, direttore Relazioni Istituzionali Codere Italia e Massimo Morisi Coordinatore dell’Unità di Ricerca “Nuove patologie sociali” dell’Università di Firenze e Roberto Fanelli ADM – Interim Bingo.

Tra le novità di questa edizione è da ricordare la contemporaneità con Roma Amusement Show, evento dedicato al mondo del gioco senza vincite in denaro, frutto dell’accordo tra ITALIAN EXHIBITION GROUP (IEG), Consorzio FEE e SAPAR.

Commenta su Facebook