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(Jamma) C’era anche il settore dell’apparecchio da intrattenimento oggi all’udienza conoscitiva sul Defr 2018 convocata dalla commissione Bilancio, affari generali e istituzionali del Consiglio Regionale Emilia Romagna. 

“Nel Defr sono indicati i risultati raggiunti in Emilia-Romagna sia sul fronte della crescita del prodotto interno lordo, nel 2016 pari all’1,3 per cento, sia in tema occupazionale, il tasso di occupazione nel 2016 si è attestato al 68,4 per cento, più 11 per cento rispetto alla media nazionale, mentre il tasso di disoccupazione è al 6,9 per cento, 5 punti percentuali in meno rispetto al dato nazionale”. L’assessora al Bilancio, Emma Petitti, ha così sintetizzato i contenuti del Defr 2018 nell’udienza convocata dalla commissione Bilancio, affari generali e istituzionali, presieduta da Andrea Bertani.

Il Defr, ha spiegato il relatore del provvedimento, Giuseppe Boschini (Pd), “è la programmazione che sta alla base delle nostre scelte regionali di bilancio e va incontro agli interessi degli operatori economici e sociali del territorio”. Diverse, ha aggiunto, le sue funzioni: strumento di trasparenza, serve a dare impulso al bilancio; mezzo per valutare le politiche regionali; strumento di governo interno.

Massimo Roma, vicepresidente nazionale di Sapar, associazione che raduna circa 1.500 fra gestori, produttori e rivenditori di apparecchi da intrattenimento, era presente alal riunione con una delegazione di operatori ed è intervenuto criticando la scelta della Regione Emilia-Romagna di prevedere regole più restrittive in tema di gioco d’azzardo: “Le modifiche apportate lo scorso giugno alla normativa regionale in materia avranno un grave impatto sulla occupazione: sono a rischio 60mila posti di lavoro – ha detto -. Abbiamo apprezzato moltissimo l’invito della commissione Bilancio, Affari generali e istituzionali a presenziare all’udienza conoscitiva sul Defr in quanto finalmente abbiamo avuto l’opportunità di esternare le nostre preoccupazioni e le problematiche, sia economiche che occupazionali, che scaturiranno a seguito dell’approvazione da parte della Giunta della Regione Emilia Romagna della delibera 12 giugno 2017, N. 831, relativa alle modalità applicative della legge regionale sul gioco d’azzardo patologico, ulteriormente rafforzata dal Testo Unico per la promozione della legalità del 2016”.

L’auspicio del vicepresidente Sapar è che “i numeri illustrati nel corso dell’audizione possano essere un tema di riflessione e che arrivi al più presto la convocazione da parte della commissione preposta per discutere delle necessarie modifiche da apportare alla legge regionale. Infatti il decreto attuativo è stato approvato senza una preventiva concertazione con le associazioni di categoria, fatto potenzialmente discutibile dal punto di vista legale. Il nostro auspicio è che si possa addivenire al più presto ad un incontro perché il futuro dell’industria del gioco emiliano romagnolo è sempre più nero”.

Nel giugno scorso la Giunta della Regione Emilia-Romagna ha infatti approvato, con una specifica delibera, le modalità applicative previste dalla legge regionale sul gioco d’azzardo patologico del 2013, riprese e ulteriormente rafforzate dal Testo unico per la promozione della legalità che ha visto la luce alla fine del 2016.

Nel testo della delibera vengono definite le sale gioco e le sale scommesse come i punti di raccolta delle scommesse e i punti di vendita con attività di gioco esclusiva o assimilabile, mentre gli apparecchi per il gioco d’azzardo lecito sono quelli previsti dal Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, per la cui installazione è necessario il possesso di una specifica licenza. Il provvedimento introduce il divieto di apertura e di esercizio delle sale gioco e delle sale scommesse, ma anche la nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito entro una distanza di 500 metri da scuole, luoghi di aggregazione giovanili e di culto.

Il divieto previsto si applica sia alla nuova apertura che alle sale giochi e sale scommesse già in esercizio, oltre che alla nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito presso esercizi commerciali, di somministrazione di alimenti e bevande, nelle aree aperte al pubblico, nei circoli privati ed associazioni.

Per nuova installazione, come specifica il documento, si intende il collegamento degli apparecchi alle reti telematiche dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. I luoghi sensibili sono gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, i luoghi di culto gli impianti sportivi, le strutture residenziali o semiresidenziali in ambito sanitario o sociosanitario, le strutture ricettive per categorie protette, i luoghi di aggregazione giovanile e gli oratori. Libertà viene lasciata ai Comuni per individuare altri luoghi sensibili ai quali applicare le disposizioni, ma viene indicato come criterio l’impatto sul contesto e sulla sicurezza urbana, oltre ai problemi connessi con la viabilità, l’inquinamento acustico e il disturbo della quiete pubblica.

Ogni Comune dovrà svolgere questa valutazione tenendo conto delle caratteristiche sociali ed economiche della popolazione del proprio territorio, e può pertanto portare a classificare come sensibili dei luoghi che in altre realtà non lo sono.

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