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(Jamma) L’unione fa la forza, e in questo caso potremmo dire che l’unione crea le condizioni ideali per fronteggiare le difficoltà. E’ lo spirito con il quale un gruppo di gestori di apparecchi da intrattenimento dell’Emilia Romagna ha deciso promuovere una serie di incontri attraverso i quali valutare la possibilità di uno standard di servizi e di condizioni commerciali concordate. Niente a che vedere con una sorta di cartello, ma un concreto impegno a rafforzare la posizione dell’operatore rispetto alle difficili condizioni operative che si presentano a seguito dell’entrata in vigore delle nuove norme regioni in materia di gestione e funzionamento degli apparecchi da intrattenimento a vincita e non.

Promossa da Claudio Adimari , della bolognese Tematica srl e appoggiata da Maurizio Pedrazzi dalla Dondolino SRL, l’iniziativa ha riscosso l’adesione, inizialmente di un certo numero di imprese bolognesi e in seguito di un nutrito numero di aziende di settore delle diverse province emiliane. Tutto parte appunto dalla emanazione del decreto attuativo della legge regionale che introduce il divieto di installazione di nuovi apparecchi e il divieto di rinnovo dei contratti tra esercente e concessionario alla loro scadenza nel caso in cui l’esercizio pubblico sia a meno di 500 metri dai luoghi sensibili. Lo stesso vale per le sale giochi e le sale scommesse.

La nuova legge regionale dell’Emilia Romagna, così come concepita, se da una parte introduce una serie di restrizioni e di ostacoli all’attività di gestione, dall’altra rafforza la posizione del gestore titolare di un contratto di fornitura degli apparecchi dal momento che cambiare fornitore equivarrebbe a perdere la possibilità di installare gli apparecchi. Così, seppur nella difficoltà del momento, gli operatori credono che questo possa essere il momento ideale per tentare un allineamento delle condizioni contrattuali offerte agli esercenti, anche in termini economici. Del resto l’ultimo l’aumento della tassazione sulle slot ha reso ancora più difficile garantire la sopravvivenza di questa aziende.

Nello specifico si sta pensando a firmare un documento di intenti per :

  • fissare un costo minimo di rete
  • una percentuale massima per l’esercente
  • un tetto massimo su eventuali premi per l’esercente legandolo ad una percentuale dell’incasso del gestore
  • e quindi a proporre la sottoscrizione di un contratto tra esercente e gestore fino al rinnovo delle concessioni dei concessionari

Condizioni che ovviamente non sarà facile concordare e che hanno aperto un acceso dibattito tra i presenti ma che non sembrano irraggiungibili.

 

 

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