L’emergenza Coronavirus preoccupa fortemente le imprese che gestiscono parchi divertimento, riguardo alla stagione 2020.

“I segnali della crisi, speriamo momentanea, sono già evidenti attraverso i dati di vendita delle biglietterie online, che da domenica scorsa, 23 febbraio, stanno subendo un calo che in alcuni casi supera il 90 per cento”, avverte Maurizio Crisanti, giornalista e noto esperto di parchi divertimento.

“In queste settimane i parchi divertimento sono in avvio di stagione, si effettua la selezione del personale stagionale e si definiscono i tempi delle campagne di marketing online e offline. I provvedimenti emanati dalle Regioni di concerto con il Governo – fino ad oggi nelle regioni del Nord -includono tra le attività da sospendere, più o meno esplicitamente, i parchi divertimento.

In questo contesto, che impone divieti di apertura sulla cui durata nessuno può fare previsioni, i parchi divertimento stanno valutando vari scenari, come l’apertura ritardata della stagione, fino all’eventualità più estrema – e remota – quella di dover saltare completamente la stagione per non compromettere i bilanci in modo irreparabile. Nelle aziende del settore non è possibile prevedere lo Smart Working, attivabile solo per qualche decina di dipendenti, rispetto alle centinaia, o migliaia, di collaboratori operativi all’interno del parco.

I parchi divertimento stanno subendo danni economici immediati e molto rilevanti, dovuti alla sospensione delle gite scolastiche, alla drammatica flessione delle prevendite di biglietti online e della soppressione di eventi. Sarà messo in crisi un intero settore, che occupa oltre 20.000 addetti, raggiunge i 18,4 milioni di presenze annue e intermedia o offre direttamente oltre 1 milione di pernottamenti in hotel.

La filiera turistica, attraverso Federturismo, si è mossa per chiedere al Governo la dovuta attenzione riguardo alle chiusure obbligate e alla flessione degli incassi, con strumenti quali la cassa integrazione straordinaria e la sospensione dei pagamenti di carattere fiscale, oltre a una moratoria sui ratei dei finanziamenti bancari. Senza queste forme di sostegno anche il settore dei parchi divertimento è chiamato a vivere una crisi che il sistema che non è nelle condizioni di sostenere.

Tutti auspichiamo che questa emergenza si concluda in poco tempo e che sia possibile recuperare almeno in parte i mancati incassi. Prima che le persone riacquistino fiducia nell’accedere a luoghi frequentati ci sarà comunque una latenza significativa.

La salute pubblica è ovviamente un valore inderogabile, ma in un paese come l’Italia, attanagliato da una crisi economica ultra decennale, una emergenza nazionale di questo carattere condizionerà significativamente i risultati del mondo economico. Non resta che navigare a vista, sperando che questo periodo di allarme sia breve”, conclude Crisanti.