Trascorsi sei mesi dall’iscrizione all’elenco degli operatori del gioco e gestori slot (RIES) l’autocertificazione antimafia va rinnovata. In una circolare l’ADM ha sottolineato che il mancato aggiornamento di tale documento, se reiterato per tre volte, comporterà la cancellazione dall’elenco RIES.

“A tal fine si si evidenzia che la certificazione antimafia come previsto dalla normativa vigente deve coprire l’intero periodo di validità dell’iscrizione all’elenco, e pertanto, prima della sua scadenza (6 mesi), sarà cura dell’utente rinnovarla.
Una volta compilato il modulo di aggiornamento, il sistema predisporrà il corrispondente file in formato .pdf che sarà scaricato e sottoscritto con la firma digitale e ricaricato ai fini della successiva accettazione e protocollazione. La conferma di accettazione determinerà in automatico la modifica in elenco delle informazioni aggiornate.
In proposito si fa presente che ai sensi delle disposizioni del decreto direttoriale 2011/31857/Giochi/Adi del 9 settembre 2011 e ss. mm. il mancato aggiornamento dei dati in parola costituirà, se reiterato per tre volte, inadempimento sanzionabile con la cancellazione dall’elenco”.

Con l’occasione è opportuno verificare che tutti i dati comunicati con l’istanza di iscrizione siano giusti.

La comunicazione e l’informazione antimafia hanno rispettivamente la validità di 6 e 12 mesi, salvo il caso di intervenute variazioni nell’assetto societario. A tale proposito i legali rappresentanti delle imprese destinatarie di comunicazioni o informazioni in corso di validità hanno l’obbligo di comunicare alla Prefettura qualsiasi modifica dell’assetto proprietario e dei propri organi sociali entro 30 giorni dalla data della modifica, trasmettendo copia dell’atto o contratto che determina tali modifiche e, in caso di variazione degli organi sociali, la dichiarazione sostitutiva di certificazione dei familiari conviventi resa dai soggetti subentrati nelle cariche. La violazione dell’obbligo di comunicazione delle variazioni societarie è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 20.000 a 60.000 Euro.

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