Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Basilicata ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato da una società contro il Comune di Nova Siri (MT) in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, dell’ordinanza del Comune avente oggetto il divieto della prosecuzione dell’attività di installazione di apparecchi da gioco precedentemente autorizzata; del provvedimento prot. n. 5432 del 22 giugno 2020, con il quale il Comune di Nova Siri ha rigettato l’istanza di revoca in autotutela dell’ordinanza nr. 14 del 25.02.2020;

Si legge: “Rilevato come, all’esito di una sommaria delibazione, propria della presente fase cautelare, il ricorso non appaia assistito da adeguato fumus boni iuris, avuto riguardo: a quanto previsto dall’art.6, co. 2, della legge regionale n.30 del 2014, nel testo vigente ratione temporis; al fatto che l’art. 10, comma 1, della legge regionale n. 7 del 2020 non pare trovare applicazione nel caso di specie, non essendo in precedenza intervenuta una legittima autorizzazione all’istallazione di apparecchi da gioco lecito, ai sensi della “tabella A” allegata al d.lgs n. 222/2016; ritenuto che le spese della fase debbano seguire la soccombenza, con liquidazione come da dispositivo

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Basilicata rigetta l’incidentale istanza cautelare di sospensione dei provvedimenti impugnati.

Condanna la società ricorrente alla rifusione delle spese di lite della fase cautelare in favore del Comune intimato, liquidando le stesse in € 500,00, (cinquecento/00) oltre accessori di legge, se dovuti”.