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Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa – Sezione Autonoma di Bolzano – ha respinto le istanze di modifica (proposte dal Comune di Bolzano) di tre ordinanze con le quali era stata sospesa la decadenza dell’autorizzazione alla raccolta del gioco lecito presso altrettante sale giochi a Bolzano.

Si legge in uno dei tre ricorsi, tutti dallo stesso contenuto: “Considerato che: con ordinanza cautelare (…) questo Tribunale ha accolto l’istanza cautelare presentata in via incidentale dai ricorrenti e, per l’effetto, ha sospeso l’efficacia del provvedimento di decadenza impugnato, ritenendo il ricorso non del tutto sprovvisto di fumus boni iuris e riconoscendo “la sussistenza del pregiudizio economico lamentato da parte istante, tenuto conto che alla disposta decadenza dal titolo autorizzatorio consegue la chiusura dell’esercizio gestito dai ricorrenti”; il Comune di Bolzano non ha proposto appello al Consiglio di Stato contro la suddetta ordinanza; con istanza depositata l’11 ottobre 2021 il Comune di Bolzano ha chiesto, ai sensi dell’art. 58 c.p.a., la modifica del citato provvedimento cautelare (…), motivata, da un lato, dalla circostanza di fatto della nuova apertura di sale giochi nel Comune di Bolzano, che dimostrerebbe l’assenza del lamentato effetto espulsivo del gioco legale da mettere in relazione con la legge provinciale n. 13 del 1992 e, dall’altro lato, dal nuovo orientamento del Consiglio di Stato, che in alcune recenti ordinanze cautelari, avrebbe rigettato le istanze di sospensiva dei provvedimenti emessi dal Comune di pronuncia della decadenza delle licenze con conseguente chiusura delle sale giochi, ritenendo non più ostativa per il decidere la pendenza dei ricorsi per revocatoria avverso la sentenza n. 1618/2019 della Sez. VI del Consiglio di Stato; ai sensi dell’art. 58 c.p.a., “le parti possono riproporre la domanda cautelare al collegio o chiedere la revoca o la modifica del provvedimento cautelare collegiale se si verificano mutamenti nelle circostanze o se allegano fatti anteriori di cui si è acquisita conoscenza successivamente al provvedimento cautelare”; le circostanze fattuali sopravvenute successivamente al primo provvedimento cautelare, secondo la giurisprudenza, “devono influire sul rapporto amministrativo inciso dagli atti censurati in giudizio, determinando un mutamento dell’originario assetto sostanziale attuato tra le pari e su cui ha statuito il giudice” (cfr., ex multis, Consiglio di Stato, Sez. VI, ordinanza n. 4458 pubblicata il 27 agosto 2021); nel caso di specie la circostanza delle “nuove aperture” di sale giochi rilevata dalla difesa comunale – a prescindere dal fatto che era già stata fatta valere nell’atto di costituzione depositato (…) e, quindi, già stata presa in considerazione dal Collegio nell’ordinanza cautelare originaria – non influisce sul rapporto amministrativo inciso dal provvedimento impugnato, né produce alcun mutamento dell’originario assetto sostanziale attuato tra le parti e su cui ha già statuito il Collegio; il dedotto mutamento dell’orientamento espresso in sede cautelare dal Consiglio di Stato nella materia in esame non rientra in alcuna delle fattispecie rilevanti ai fini dell’applicazione dell’art. 58 c.p.a., non potendo in ogni caso l’istanza di modifica avere per oggetto nuove e diverse valutazioni giuridiche sull’affare già delibato dal Collegio;

P.Q.M.

Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa, Sezione autonoma di Bolzano, respinge l’istanza di modifica dell’ordinanza cautelare (…), proposta dal Comune di Bolzano ai sensi dell’art. 58 c.p.a.. Compensa le spese della presente fase di giudizio”.