Il TAR Emilia Romagna con la pronuncia sul provvedimento del Comune di Anzola dell’Emilia apre un nuovo capitolo di argomentazioni che contribuiscono a screditare il Distanziometro come strumento utile al contrasto del gioco patologico.

Sull’efficacia di uno strumento che penalizza solo l’offerta fisica di gioco (e paradossalmente in molti casi solo quella di alcune tipologie di gioco) si è già detto molto: appare inverosimile, ad esempio, che in un mondo sempre più connesso e social il Regolatore non abbia ancora compreso che per l’offerta online il distanziometro è un incentivo e non un deterrente.

Eppure il TAR Emilia Romagna afferma che “il limite dei 500 metri appare pienamente legittimo” anche perché “ormai adottato da molte regioni avendo superato anche il vaglio di costituzionalità….”.

Il Giudice, in questo modo, si adegua ad una decisione presa in altri Uffici ma osserva che “…un limite così pregnante all’iniziativa economica di un imprenditore, che svolge un’attività autorizzata e pienamente lecita anche se ritenuta foriera di pericoli sanitati quanto al possibile aggravamento del fenomeno della ludopatia, presuppone che il luogo da tutelare abbia titolo per trovarsi nell’immobile sito ad una distanza inferiore da quella imposta dal divieto. Nella definizione di enti del terzo settore, ove sono ricomprese le associazioni di promozione sociale, non vi è spazio per gli enti religiosi civilmente riconosciuti, se non in relazione ad una delle attività fissate dall’art. 5 D.lgs. 117/2017 a condizione che per tali attività adottino un regolamento, in forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata…”.

Così il Giudice, prendendo atto dei fatti, afferma circa il luogo sensibile in oggetto: “La sua presenza nell’immobile attualmente occupato che ha una destinazione commerciale è, pertanto, illegittima e non può costituire motivo per inibire l’attività della ricorrente”.

In alcuni territori sono state elaborate mappature di luoghi sensibili dopo l’introduzione del Distanziomentro. Il TAR apre quindi spazio al dubbio sulla legittimità di tanti e tali punti eletti a luoghi sensibili sui quali forse non sono stati effettuati adeguati controlli per il riscontro effettivo della legittimità d’esercizio.

Peraltro è notorio che proprio per le finalità sociali di alcuni di questi luoghi sensibili spesso viene adottata una eccezionale tolleranza amministrativa. La voce luoghi sensibili comprende istituti scolastici di ogni ordine e grado, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o sociosanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile e oratori.

Tutti legittimi per essere tutelati?

E nel caso che il provvedimento di chiusura per un esercizio di offerta del gioco sia basato sul mancato rispetto della distanza da un luogo sensibile irregolare c’è una responsabilità amministrativa?

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