“Caro sig: Paragone, Lei che faceva il giornalista dovrebbe conoscere l’importanza delle parole. Come vede anche i sindacati sono lobby, anche la chiesa è lobby, anche i movimenti politici sono lobby, qualunque associazione di categoria è una lobby”. Così Domenico Distante, presidente di Sapar, rivolgendosi al parlamentare del M5S Gianluigi Paragone che dal suo profilo FB tuona cntro le lobby ‘del gioco d’azzardo’.

“Da Wikipedia, lobby: sostantivo
Gruppo di persone che sono in grado di influenzare a proprio vantaggio l’attività del legislatore e le decisioni del governo o di altri organi della pubblica amministrazione.

Quindi non state facendo la guerra alla “spectre” o all’Isis, la state facendo a gruppi di persone che lavorano onestamente in un settore legale.

Premesso ció è evidente che ammesso che fossimo una lobby non siamo molto influenti visto che negli ultimi anni non siamo riusciti ad evitare 8 aumenti della tassazione sul settore (2 solo negli ultimi 5 mesi) ne tantomeno l’entrata in vigore di ordinanze comunali inutili alla lotta alla ludopatia. Come vede il nostro settore (e 300.000 lavoratori) è già in ginocchio. E non è tutto merito vostro.

Entrando nel merito ci fa piacere abbia notato che il gioco d’azzardo fosse presente sin dal 1998, prima della regolamentazione Statale del 2004, che è stato l’unico argine alle bische clandestine.

Per quanto invece concerne il divieto della pubblicità Le consiglio di utilizzare come fonte di informazione oltre che il “blog delle stelle” anche fonti un pochino più serie e autorevoli come l’Istituto Superiore della Sanità, organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale del governo che Lei rappresenta in qualità di parlamentare.

Capisco che “ricerche scientifiche” e “dati reali” ad un politico potrebbero essere indigesti ma se avrà la bontà di leggerla capirebbe che il divieto di pubblicità e imporre distanze tra il giocatore e luoghi di gioco non ha nessun effetto sui giocatori problematici, ma solo sulle attività produttive e chi ci lavora.

Per ultimo Le segnalo che nella lista delle dipendenze patologiche il gioco è l’ultimo di una lunga lista, prima ci sono fumo, alcool, social network, droga, shopping compulsivo. Che fanno danni, morti, e creano tensioni sociali ben più che nel nostro settore.
Abbiamo provato a cercare altri suoi video sulla lotta a queste lobby ma non ne abbiamo trovate in rete.

 

Le ricordo che solo nei paesi mussulmani dove vige il Corano il gioco è vietato è non normato dallo stato, in tutti gli altri paesi del mondo anche se in forme diverse esiste, è legale e controllato. Quindi se vuole far diventare l’italia come lo Yemen liberissimo di farlo, basta essere chiari.
In attesa però che l’Italia si allinei ai paesi mussulmani mi auguro che il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero dell’economia e chiunque abbia potere decisionale in merito possa dare una risposta alle nostre reiterate richiese di incontro”, conclude Distante.

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