tar tribunale
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(Jamma) – Il Tar Puglia ah respinto – tramite decreto – il ricorso presentato dal titolare di un bar di Lecce contro un Concessionario e Adm in cui chiedeva “l’annullamento, previa concessione di idonea misura cautelare, anche mediante decreto presidenziale inaudita altera parte, del provvedimento con il quale è stata disposta la dismissione e disattivazione di tre apparecchi da divertimento e intrattenimento (slot) detenuti; della nota (…) con la quale è stata chiesta la disattivazione di n. 3 apparecchi, oltre a quella già operata nella prima fase di attuazione della normativa (31/12/2017); della nota (…) con la quale il concessionario ha ribadito la richiesta di disattivazione di 3 apparecchi detenuti e respinto la richiesta di accesso (ai documenti); di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, anche se non conosciuto; per l’accertamento e la declaratoria del diritto d’accesso ai documenti richiesti dal ricorrente con istanza del 5.03.2018, negato espressamente dalla concessionaria resistente, previa annullamento del diniego, ove occorra, nonché per il risarcimento di tutti i danni subiti e subendi dal sig. (…) per l’illegittima dismissione, oltre i limiti ed in violazione dei criteri di legge, degli apparecchi di divertimento e intrattenimento in suo possesso”.

Per il Tar “Considerato che, a parte ogni valutazione inerente la sussistenza del fumus boni juris (che, nel particolare caso di specie, appare opportuno riservare al Collegio all’esito della completa esplicazione del contraddittorio tra le parti in causa), anche tenuto conto della circostanza che i tre apparecchi da divertimento e intrattenimento (slot machine) in questione sono già stati disattivati e che la ditta ricorrente (all’avvio del processo di riduzione) sembrerebbe aver collegato alla rete telematica della concessionaria un totale di otto apparecchi di gioco (e non di sei) installati presso il “Bar (…)”, non si ravvisa la presenza di un pregiudizio di estrema gravità ed urgenza tale da non consentire dilazione nemmeno sino alla data della prossima Camera di Consiglio della Sezione. Respinge la suindicata istanza di misure cautelari provvisorie presidenziali proposta dalla parte ricorrente. Fissa per la trattazione collegiale dell’istanza cautelare la Camera di Consiglio del 16 Maggio 2018, previa riduzione alla metà del termini processuali, ex artt. 53 e 55 c.p.a.”.

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