Anche il Decreto Ristori, come ormai prassi, non manca di suscitare preoccupazione e forti perplessità tra gli operatori del gioco pubblico.

Questa volta tengono banco i famigerati codici Ateco in base ai quali le attività potranno avere accesso ai ‘ristori’ previsti per chi ha subito danni a seguito dei provvedimenti di chiusura disposti dal Governo come misura di contenimento dell’emergenza Covid.

In base all’elenco dei codici pubblicato in Gazzetta le attività ammesse all’indennizzo sono quelle che svolgono

  • gestione di sale da gioco virtuali su internet
  • attività di bookmaker e scommesse
  • scommesse sulle corse, sale bingo
  • gestione di casinò, inclusi i casinò galleggianti
  • ideazione di giochi e concorsi a premi
  • croupier indipendenti

Ci sono poi le sale giochi e biliardi, nello specifico attività di gestione di apparecchi per intrattenimento che non consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone.

Escluse, e comunque non menzionate le sale giochi con apparecchi a vincita, mentre potranno accedere ai fondi le sale gioco stagionali. Paradossalmente sono tra le attività su cui pesano maggiormente gli effetti della chiusura. Non menzionati nemmeno i produttori e il resto della filiera riferibili ad altri codici.

La confusione insomma non manca. Le imprese confidano in un ravvedimento del legislatore, le associazioni si sono già mobilitate, ma inevitabilmente, nella migliore delle ipotesi, i tempi si allungheranno inevitabilmente rispetto alle rassicurazioni del ministro Gualtieri.