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(Jamma) – «Riusciranno i nostri eroi (gestori) a sfangarla ancora? Sono mesi che le imprese di produzione sono ferme o quasi alla chiusura visti il blocco dei nulla osta di messa in esercizio partito praticamente dall’ottobre scorso».

Così Eugenio Bernardi, noto esperto nel settore dei giochi automatici, avvia una pubblica riflessione sul particolare momento per il mercato delle slot.

«Ora, – prosegue Bernardi – con la seconda riduzione il blocco dei NOE è partito dal 25 aprile U.S. e si protrarrà, anche a causa della nuova procedura di rottamazione che dovrebbe iniziare oggi e concludersi il 4 giugno, fino all’accreditamento di tutti i gestori.

Procedura che comporterà per i gestori e tutto il sistema un ulteriore rallentamento dell’immissione sul mercato di nuove AWP, la cui sostituzione dovrà comunque avvenire uno contro uno, ovvero una AWP dismessa e rottamata (o inviata alla conversione al produttore) contro una nuova. Il numero totale delle Newslot dovrà restare sempre entro le 265 mila previste e contingentate.

La procedura di riduzione, si diceva dell’ultima tranche, è iniziata per alcuni concessionari (anche gestori) a metà aprile, con notevoli situazioni anche di dismissione totale e rescissione contratti con medio piccoli gestori, e si dovrebbe concludere – fatto salvo l’esito della sentenza del TAR Lazio in discussione il 23 maggio p.v., entro il 20 giugno.

Si ha notizia, comunque, di decine di contenziosi civili, sia fra gestori e concessionari, sia contro l’Amministrazione, con richieste danni milionari.

Mai in uno Stato, che si dice democratico e di diritto, una attività economica gestita e controllata dal medesimo Stato è stata impedita, bloccata la libertà di fare impresa, usando mezzucci, normando alla “membro di segugio”, facendo credere di operare contro il gioco patologico, mentre si è fatto continuamente cassa, sulle imprese di produzione e gestione e mettendo letteralmente le mani nelle tasche di quei giocatori che ancora si blatera di voler proteggere.

Ora via alcuni demagoghi, ne arriveranno di ben peggio, ovvero demagoghi ignoranti».

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