curcio
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(Jamma) – “L’incapacità di accettare la decisione di un tribunale amministrativo pone gravi dubbi sulla trasparenza dell’amministrazione del Comune di Brescia e sulla stampa locale, che in un articolo senza firma pubblicato sull’edizione odierna di Brescia Oggi, punta i piedi nei confronti del provvedimento, minacciando ulteriori bracci di ferro di fronte ai giudici.

E questo sarebbe il modo di tutelare il giocatore patologico? Utilizzare soldi pubblici per battaglie legali e risorse tra le forze dell’ordine, che magari dovrebbero essere impegnate a garantire la sicurezza sul territorio invece di essere impiegati per un fantomatica caccia alle streghe al nemico trasgressore?”.

Così Raffaele Curcio, presidente dell’Associazione Nazionale Sapar (servizi pubbliche attrazioni ricreative, commentando gli articoli “Giochi a fasce orarie in città. Il Tar sospende l’ordinanza”, a firma di Michela Bono, e l’articolo “Il coraggio di farli smettere per davvero”, scritto da un anonimo, e pubblicato sull’edizione odierna del quotidiano Brescia Oggi.

“‘Il tema va affrontato con coraggio’, si scrive nell’articolo senza firma, – prosegue Curcio – ‘mettendo al bando videopoker’, che ricordo sono apparecchi già messi al bando da oltre dieci anni perché illegali, ‘e affini’, che sono quindi anche tutte le altre offerte di gioco, cui i giocatori a rischio dipendenza si rivolgono quotidianamente e assiduamente (vedi gioco on Line, Gratta&Vinci, lotto, le scommesse, ecc.). Ma no, la battaglia è sempre e solo sulle slot. E allora mi domando il perché. Se il tema della salute pubblica va affrontato con coraggio, allora con coraggio bisogna ridurre tutta l’offerta di gioco, tutta le rivendita di alcol e tabacchi, perché anche questi generano gravi dipendenze e nella maggior parte dei casi, la morte. Nessuno è mai morto per aver giocato 1 euro alle AWP. Si prenda dunque il coraggio di difendere gli interessi del cittadino a 360 gradi, e non a tutelare gli interessi delle grandi multinazionali. Il gioco lecito è garanzia di massimo controllo, tutela del giocatore e dell’occupazione”.

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