Ha senso versare le imposte sulle attività di apparecchi che, a causa del COVID, non possono funzionare, e quindi raccogliere giocate?

Per il Fisco italiano il blocco dell’attività non è una buona ragione, evidentemente, per non rispettare le scadenze fiscali.

Così per oggi, 16 marzo, è previsto il termine, indicato dal Decreto direttoriale 10.03.2010, entro cui procedere al pagamento annuale dell’imposta sugli intrattenimenti (cd. ISI) connessa agli apparecchi meccanici o elettromeccanici da intrattenimento, secondo le modalità previste dal Decreto dell’Economia e delle Finanze 2.02.2009.

Nessun segnale, nonostante le richieste degli operatori, è arrivato in merito, così resta tutto come da calendario fiscale.

Una ennesima beffa per migliaia di operatori ed esercenti che, dopo sei mesi di chiusura continuata, si trovano ora a pagare l’ennesimo balzello.

Nessuna reazione nemmeno alla richiesta dei giorni scorsi dell’associazione che riunisce gli operatori del settore di una proroga della scadenza ISI e/o la concessione di un credito d’imposta che consentisse di compensare l’importo corrisposto nel 2020.