L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha ufficialmente dichiarato guerra al gioco illegale e a farne le spese sono dei pericolosissimi apparecchi presenti, probabilmente, su tutto il territorio nazionale. I report dei sequestri a conclusione dei controlli che vedono coinvolto il personale delle Fiamme Gialle insieme a quello dell’Agenzia dei Monopoli di Stato riferiscono di macchine da intrattenimento irregolari, classificate mediante la terminologia ‘tecnica’ spesso conosciuta solo dagli ‘esperti’ del settore, se non fosse che nella maggior parte dei casi si tratta di banali ‘flipperini’.

Da decenni il mercato italiano dell’apparecchio da intrattenimento, monopolizzato ormai dalle macchine a vincita limitata, è affiancato da una modesta produzione di apparecchiature rimaste fedeli a un modello praticamente immutato nel tempo. Si tratta di macchine, anche per dimensione e aspetto, indirizzate ad un pubblico di minori, la cui caratteristica predominante consiste nella erogazione di palline se non di oggettistica di modestissimo valore. In passato, qualcuno se lo ricorderà, a conclusione di banalissima performance di gioco, si veniva ‘premiati’ con una gomma colorata. Altri tempi, e soprattutto altre norme in materia di erogazione di cibi e di igiene! Passano gli anni, non meno di due decenni, e su questi apparecchi, come in passato sui videogiochi di puro intrattenimento, in nome di una lotta senza quartiere contro il gioco d’azzardo e della regolamentazione rigida del settore (se non del riordino) la scure dei controlli arriva a colpire ‘oggetti’ la cui pericolosità è davvero tutta da dimostrare.

Sta di fatto che le ultime norme in materia di apparecchi da intrattenimento, arrivate all’inizio dell’estate e ben chiarite attraverso una circolare del regolatore, equiparano una precisa tipologia di apparecchi, ovvero quelli che consentono ‘sempre’ una piccola vincita, ovvero un ‘premio’, a conclusione del gioco, a tutti quelli per cui si richiede che siano sottoposti a verifica tecnica (al fine di escludere la possibilità che si giochi d’azzardo) e il rilascio di una specifica autorizzazione.

Per essere ancora più chiari il regolatore spiega che “la natura degli apparecchi c.d. “vinci-sempre” e cioè tutti quegli apparecchi che consentono un’attività di gioco in esito alla quale, qualunque sia il risultato di detta attività di gioco, l’apparecchio rilascia sempre un premio. Tali apparecchi non possono essere annoverati nella categoria dei distributori automatici bensì vanno inquadrati nell’ambito della categoria di cui all’articolo 110, comma 7, lett. a) del T.U.L.P.S., in quanto prima dell’erogazione del bene (o meglio del premio) l’utente svolge un’attività di gioco. Il fatto che l’erogazione del premio sia slegato dal risultato dell’attività di gioco non esclude in alcun modo l’inquadrabilità in detta categoria, posto che la legge non richiede in alcun modo una percentuale di vincita minima o massima, rimanendo tale scelta nella esclusiva pertinenza del produttore. Prevale, pertanto, ed è in tal senso dirimente, l’attività di gioco che, qualora presente, attrae tali apparecchi nella sfera d’influenza e di applicazione delle regole tecniche e amministrative previste dal legislatore per gli apparecchi senza vincita in denaro”.

Poco importa se l’attività in questione corrisponde a quella di un bambino, che, anche distrattamente, si limita a premere su due pulsanti attivando in modo tutt’altro che coordinato i flipperini a ‘difesa’ di una pallina d’acciaio che in pochi secondi finisce in buca. Senza le necessarie autorizzazioni e le procedure di omologa richieste quell’apparecchio finisce per essere equiparato a qualsiasi altro oggetto di sequestro, nel nome della lotta al gioco irregolare e della tutela del consumatore dai rischi dell’azzardo.

Quando alcune settimane fa, a seguito della pubblicazione delle nuove regole sulla produzione e la installazione di questi pericolosissimi apparecchi (e con loro i calciobalilla, i tradizionali flipper e altro), e in attesa di capire come poter procedere nel rispetto delle regole, diversi operatori ritenevano irrealistica la possibilità di controlli imminenti e tantomeno di sequestri. I fatti gli stanno dando torto: i controlli sono partiti e i sequestri anche. E a che prezzo! Le ultime notizie ci riferiscono di contestazioni sulla base della identificazione di queste apparecchiature come facenti parte della categoria 7A e sanzioni pari a 10.000 euro per macchina a cui si aggiunge quella di 1.000 euro per la mancata esposizione del nulla osta. Stiamo parlando di sanzioni elevatissime a fronte di apparecchi dal costo davvero modesto.

Di una cosa siamo certi: le statistiche di domani, quelle che comproveranno l’attività di controllo e la sua efficacia da parte del regolatore e delle Forze dell’Ordine a tutela del gioco ‘legale’ si alimentano anche attraverso questi casi. Ma, è bene saperlo, stiamo parlando pur sempre di ‘flipperini’. Comunque li vogliate chiamare. mc

 

AVVERTENZA. La foto a corredo di questo articolo NON ha nulla a che fare con gli apparecchi oggetto di sequestro che, considerando le riflessioni di cui sopra, non hanno bisogno, a nostro avviso, di ulteriore cattiva pubblicità.