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(Jamma) – Sono state depositate le motivazioni della sentenza assolutoria pronunciata il 4 ottobre dal Tribunale di Termini Imerese.

La vicenda si riferiva ad una sala giochi, che svolgeva anche attività di internet point e di punto di ricarica per un concessionario autorizzato alla raccolta a distanza.

La contestazione del reato di cui all’art.4 legge 401/89 nei confronti del titolare della sala era stata sollevata poichè lo stesso aveva installato 8 totem per il pubblico oltre a due computer a disposizione del titolare stesso, tramite cui i clienti della sala avrebbero potuto esercitare attività di gioco e scommesse su sito estero privo di concessione.

L’intermediazione a carico del titolare era stata ipotizzata anche perchè presso la sala erano stati recuperati diversi scontrini comprovanti una serie di scommesse raccolte attraverso le postazioni telematiche, tutto ciò nella carenza di un titolo di pubblica sicurezza conseguito dallo stesso titolare.

L’imputato, difeso dall’avv. Marco Ripamonti del Foro di Viterbo, è stato assolto con la formula “il fatto non sussiste”.

La motivazione della sentenza si basa su una serie di considerazioni, in fatto e giuridiche. Preliminarmente il Tribunale, sulla base della documentazione prodotta dalla difesa, osserva come il sito estero privo di concessione fosse in effetti raggiungibile, quindi non oscurato dai Monopoli di Stato. Ciò, quindi, osserva il Tribunale, avrebbe consentito il raggiungimento del relativo portale con ogni mezzo telematico e a chiunque.

Quanto alle postazioni telematiche il Tribunale rileva l’insussistenza di prove circa la presenza di una preimpostazione su eventuali portali di gioco, ritenendo invece che per accedere agli stessi portali si dovesse accedere alla rete Internet e poi selezionare il sito prescelto. Modalità questa, per il Tribunale lecita, trattandosi di Internet Point.

Quanto agli scontrini attestanti giocate e scommesse, il Tribunale, anche in questo caso in condivisione della prospettazione difensiva e della giurisprudenza offerta, ha osservato come le ricevute fossero intestate a diversi soggetti intestatari di rispettive username e non al titolare dell’esercizio, da ciò evincendosi come le scommesse fossero verosimilmente effettuate autonomamente dai diversi clienti sui conti online personali, senza alcuna intermediazione da parte del titolare della sala.

La motivazione, quindi, si sofferma sul concetto di intermediazione, che il Tribunale esclude in quelle ipotesi in cui vi sia da parte del titolare dell’esercizio la sola messa a disposizione delle postazioni telematiche ovvero il supporto tecnico per l’inoltro dei dati dello scommettitore al concessionario, ravvisandosi per converso l’intermediazione quando da parte del titolare stesso vi siano indicazioni sulle quote, ricezione di denaro, rilascio di ricevute, pagamento di vincite, pur non assumendosi il medesimo titolare il rischio d’impresa della attività di raccolta scommesse. Importante, ai fini assolutori, anche l’assenza di prova circa la pubblicità, all’interno del locale, del sito estero non autorizzato.

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