È illegittima l’ordinanza di un sindaco che disciplina un blocco dell’apertura dei locali di slot  maggiore rispetto a quanto stabilito in Conferenza Unificata Stato-Regioni senza un’adeguata motivazione. Con la circolare n. 323412 del 13 novembre 2019, la Guardia di finanza abbraccia l’interpretazione della sentenza del Tar Lazio, sezione II-bis, con la sentenza n. 1460 del 5/2/2019, con cui viene stabilito il rispetto del limite massimo dell’orario di chiusura giornaliera dei giochi leciti di sei ore, dando attuazione alle indicazioni del Ministero degli Interni.

Il Tar Lazio sez. II bis con sentenza n. 1460 del 5 febbraio 2019 ha infatti annullato l’ordinanza del Sindaco di Anzio che regolamentava l’orario di apertura delle sale Slot,  (ordinanza n.28/2018  cosi come modificata dall’ordinanza 48/2018) perché questa era stata adottata in difformità di quanto previsto dall’intesa raggiunta in conferenza Unificato Stato Regioni il 07/09/2017 in materia di orari di apertura delle sale slot.

Tale Intesa è stata adottata dalla Conferenza Unificata ai sensi dell’art. 1, comma 936, della legge n. 208 del 2015 – Legge di Stabilità per l’anno 2016 – il quale stabilisce che in sede di Conferenza Unificata siano definite le caratteristiche dei punti vendita ove si raccoglie il gioco pubblico, i criteri per la loro distribuzione territoriale al fine di garantire migliori livelli di sicurezza per la tutela della salute, dell’ordine pubblico e della pubblica fede e di prevenire il rischio di accesso ai minori di età. Infatti la conferenza aveva stabilito tra le altre cose che: regioni ed enti locali avranno la facoltà di imporre distanze e di individuare punti sensibili, consentendo però “una equilibrata distribuzione nel territorio allo scopo di evitare il formarsi di ampie aree nelle quali l’offerta di gioco pubblico sia o totalmente assente o eccessivamente concentrata”. Nello specifico, i sindaci potranno decidere le fasce orarie di chiusura, fino a sei ore consecutive al giorno, imponendo la loro distanza da tutti i luoghi ritenuti sensibili, come scuole, chiese e oratori.

Secondo il Tar, anche in assenza del decreto di recepimento del Mef, l’adozione, attraverso la stipula dell’intesa, di un quadro di regole e criteri omogenei sul territorio nazionale, assume valenza di parametro di riferimento per l’esercizio, da parte delle amministrazioni locali, delle loro specifiche competenze in materia di disciplina dei giochi leciti. Pertanto, l’intesa può essere disapplicata solo se il comune dimostra, in sede di motivazione, l’esistenza di particolari situazioni che rendano necessari adottare, all’interno del proprio territorio, soluzioni diverse. Inoltre l’intesa subordina la distribuzione giornaliera dell’orario del gioco ad una previa intesa con l’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

Il Ministero dell’Interno, con una circolare del 6 novembre scorso, ha fornito indicazioni in merito all’interpretazione di questa pronuncia e la GDF, con circolare del 13 novembre, traduce operativamente le indicazioni del Viminale.

Il testo della Circolare del Ministero dell’Interno

La sentenza del Tar Lazio 1460-2019