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Slot. Il Consiglio di Stato ha deciso di chiedere la verifica dell’effetto espulsivo del provvedimento con il quale il Comune di Domodossola ha introdotto le distanze minime dai luoghi sensibili per le slot . Lo pronuncia fa riferimento al ricorso contro la sentenza del Tar ” concernente l’annullamento del verbale di deliberazione del Consiglio comunale n. 84 del 29 novembre 2016 avente ad oggetto “approvazione del regolamento comunale per le sale giochi e per l’installazione di apparecchi elettronici da intrattenimento o da gioco” affissa all’Albo pretorio comunale da 5 al 20 dicembre 2016″.

I giudici hanno infatti di – di procedere alla verificazione dello stato dei luoghi affidata al Direttore provinciale dell’Agenzia delle entrate – sezione territorio di Torino, con facoltà di delega, cui viene richiesto quanto segue:

Esaminati gli atti di causa e compiuto ogni accertamento ritenuto utile ai fini della valutazione peritale, stabilire se, tenuto conto della conformazione naturale e della disciplina urbanistica vigente nel Comune di Domodossola, sia attendibile ritenere che l’applicazione del criterio della distanza dai siti c.d. sensibili individuati nell’art. 5bis, commi 1 e 1bis, l. reg. Piemonte 2 maggio 2016, n. 9 così come attuata dall’art. 5 del regolamento del Comune di Domodossola oggetto di impugnazione, nella formulazione derivante dall’accoglimento del motivo di ricorso proposto dalla società XXXX s.r.l., unitamente al criterio delle modalità di ubicazione, estensione e conformazione dei locali di cui all’art. 6 del medesimo regolamento, determini che non sia in assoluto possibile la localizzazione sull’intero territorio comunale degli apparecchi da gioco di cui all’art. 110, commi 6 e 7, R.D. 18 giugno 1931, n. 773 (TULPS), e, comunque, di riferire la percentuale di territorio nella quale tale preclusione verrebbe ad operare”.

 

 

REPUBBLICA ITALIANA

Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Quinta)

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al numero di registro generale 8163 del 2017, proposto da

 

XXXXXXXs.r.l., in persona del legale rappresentante, rappresentata e difesa dall’avvocato Matilde Tariciotti, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Luca Giacobbe in Roma, piazza Buenos Aires, 5;

 

contro

Comune di Domodossola, in persona del Sindaco in carica, rappresentato e difeso dall’avvocato Aldo Lopez, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Venere Merendino in Roma, via Muzio Scevola, 60;

nei confronti

Azienda Sanitaria Locale del Verbano Cusio ed Ossola – Asl Vco, non costituito in giudizio;

per la riforma

della sentenza del TAR Piemonte, Sez. II, n. 836/2017 (R.G. 157/2017), notificata a mezzo PEC in data 7 settembre 2017, resa tra le parti concernente l’annullamento del verbale di deliberazione del Consiglio comunale n. 84 del 29 novembre 2016 avente ad oggetto “approvazione del regolamento comunale per le sale giochi e per l’installazione di apparecchi elettronici da intrattenimento o da gioco” affissa all’Albo pretorio comunale da 5 al 20 dicembre 2016.

 

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di Comune di Domodossola;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 22 febbraio 2018 il Cons. Federico Di Matteo e uditi per le parti gli avvocati Tariciotti e Lopez

 

Considerato:

– che XXXXX s.r.l. ha proposto appello avverso la sentenza del Tribunale amministrativo regionale per il Piemonte, sezione II, 11 luglio 2017 n. 836, che ha accolto nei limiti e con gli effetti precisati in motivazione il ricorso proposto nei confronti della deliberazione del Consiglio comunale di Domodossola 29 novembre 2011, n. 84, avente per oggetto “Approvazione del regolamento comunale per le sale giochi e per l’installazione di apparecchi elettronici da intrattenimento o da gioco”;

– che il predetto regolamento contiene, all’art. 5 [Collocazione degli apparecchi per il gioco lecito], limiti spaziali per l’installazione di apparecchi da gioco di cui all’art. 110, commi 6 e 7, R.D. 18 giugno 1931, n. 773 (TULPS) i quali devono essere posti a distanza non inferiore a 500 metri da una serie di luoghi identificati come sensibili;

– che nel ricorso proposto in primo grado tale limitazione spaziale è stata impugnata sotto il profilo della violazione, tra gli altri, del principio di proporzionalità, assumendo che la sua attuazione avrebbe quale effetto non già limitare l’offerta del gioco, ma determinare la completa espulsione dal territorio comunale degli apparecchi da gioco poiché nessuna sede di gioco (comprendendosi, oltre alle sale da gioco, anche i bar, i tabacchi ed esercizi assimilabili) si troverebbe alla distanza prescritta dal regolamento;

– che l’effetto espulsivo sarebbe ulteriormente determinato dalle previsioni, contenute nell’art. 6 del regolamento, relative alle ubicazioni, estensione e conformazione di locali adibiti all’installazione degli apparecchi da intrattenimento ex art. 110, comma 6, cit.;

– che il Tribunale regionale ha accolto il motivo di ricorso relativo ai limiti c.d. spaziali contenuti nel regolamento nella parte in cui, tra i luoghi sensibili, includeva anche i “luoghi di aggregazione per …adulti”, senza limitarsi a quelli per “bambini” e “giovani”;

– che, tuttavia, l’appellante ha impugnato il capo di sentenza ritenendo che il giudice di primo grado non avrebbe valutato l’effetto espulsivo prodotto dalla limitazioni spaziali, pure ridotte a seguito dell’accoglimento nei sensi indicati del motivo di ricorso;

Ritenuto

– che la valutazione in merito al possibile effetto espulsivo prodotto dalle limitazioni c.d. spaziali contenute nel regolamento impugnato assume rilievo ai fini della decisione del motivo di appello proposto dalla ricorrente, così come, peraltro, già ritenuto da questo Consiglio di Stato in vicende analoghe (cfr. Cons. Stato, sez. VI, ord. 30 giugno 2017, n. 3214);

– di procedere, pertanto, alla verificazione dello stato dei luoghi affidata al Direttore provinciale dell’Agenzia delle entrate – sezione territorio di Torino, con facoltà di delega, cui viene richiesto quanto segue:

Esaminati gli atti di causa e compiuto ogni accertamento ritenuto utile ai fini della valutazione peritale, stabilire se, tenuto conto della conformazione naturale e della disciplina urbanistica vigente nel Comune di Domodossola, sia attendibile ritenere che l’applicazione del criterio della distanza dai siti c.d. sensibili individuati nell’art. 5bis, commi 1 e 1bis, l. reg. Piemonte 2 maggio 2016, n. 9 così come attuata dall’art. 5 del regolamento del Comune di Domodossola oggetto di impugnazione, nella formulazione derivante dall’accoglimento del motivo di ricorso proposto dalla società XXXX s.r.l., unitamente al criterio delle modalità di ubicazione, estensione e conformazione dei locali di cui all’art. 6 del medesimo regolamento, determini che non sia in assoluto possibile la localizzazione sull’intero territorio comunale degli apparecchi da gioco di cui all’art. 110, commi 6 e 7, R.D. 18 giugno 1931, n. 773 (TULPS), e, comunque, di riferire la percentuale di territorio nella quale tale preclusione verrebbe ad operare”;

– di attribuire al verificatore, a titolo di anticipo sulle somme dovute, € 2.000,00.

– di fissare l’udienza pubblica per il prosieguo della causa al momento del deposito dell’elaborato richiesto al verificatore, su istanza della parte più diligente

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), provvedendo in via interlocutoria sull’appello in epigrafe (ricorso n. 8163 del 2017), dispone gli incombenti istruttori nei sensi e nei termini di cui in motivazione; riservata alla sentenza definitiva ogni ulteriore statuizione in rito e, nel merito.

Liquida al verificatore l’anticipo di € 2.000,00.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 22 febbraio 2018 con l’intervento dei magistrati:

Claudio Contessa, Presidente FF

Paolo Giovanni Nicolo’ Lotti, Consigliere

Valerio Perotti, Consigliere

Federico Di Matteo, Consigliere, Estensore

Giovanni Grasso, Consigliere

 
 
L’ESTENSORE IL PRESIDENTE
Federico Di Matteo Claudio Contessa
 
 
 

IL SEGRETARIO

 

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