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(Jamma) La Terza sezione Penale della Corte di Cassazione ha annullato , senza rinvio, la sentenza del 10 aprile 2016 con la quale il Tribunale di Vicenza ha condannato la titolare di un bar alla pena dell’ammenda, per il reato di cui all’art. 4 della legge n. 401 del 1989, per avere, in qualità di titolare di un bar, partecipato alla raccolta a distanza senza autorizzazione di offerte di gioco mediante tre apparecchi denominati Chiosco Net (c.d. “totem”), collegati via internet alla piattaforma del sito www.playnet.island.com, non autorizzato dall’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, nella libera disponibilità dei clienti.

“Deve rilevarsi che – come visto – manca nella sentenza impugnata la descrizione delle caratteristiche dei giochi che potevano essere effettuati con gli apparecchi “totem” messi a disposizione del pubblico nel bar gestito dall’imputata” si legge nella pronuncia. “Ma tale lacuna descrittiva risulta irrilevante ai fini penali. Infatti, qualora gli apparecchi consentano giochi promozionali rientranti nell’ambito di applicazione del d.lgs. n. 70 del 2003 deve trovare applicazione la sanzione amministrativa di cui all’art. 1, comma 923, della legge n. 208 del 2015; qualora gli stessi consentano, invece, giochi d’azzardo, deve trovare applicazione la sanzione amministrativa di cui all’art. 110, comma 9, lettera c), del t.u.l.ps. Ne consegue che il fatto contestato nel presente procedimento deve ritenersi comunque non più previsto dalla legge come reato, con conseguente annullamento senza rinvio della sentenza impugnata.
La Cassazione ha quindi annullato senza rinvio la sentenza impugnata, perché il fatto non è previsto dalla legge come reato

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