Decisione certamente significativa, quella resa dalla Corte di Cassazione con Ordinanza del 31 ottobre 2019, inerente al tema della responsabilità dell’esercente riguardo al collegamento in rete degli apparecchi AWP.

Il caso si riferisce ad un esercente, multato dai Monopoli di Stato, in quanto presso l’esercizio deteneva apparecchi comma 6, in piena regola, ma non correttamente letti in rete. Il Giudice di primo grado, accogliendo le tesi del difensore avv. Marco Ripamonti, ne aveva escluso la responsabilità riscontrando la buona fede del ricorrente stesso. I Monopoli di Stato impugnavano la sentenza ma il giudice dell’appello, anche stavolta accogliendo le argomentazioni dell’esercente, respingeva il gravame dei Monopoli affermando la mancanza di elementi circa la conoscenza o conoscibilità, in capo all’esercente stesso, del deficit di connessione della macchina rispetto alla rete AAMS.

L’Avvocatura di Stato ha avanzato ricorso in Cassazione, che ha fissato la camera di consiglio non partecipata dai difensori. All’esito della stessa, tuttavia, la Suprema Corte ha deciso di fissare udienza pubblica, con la presenza delle difese, affermando di doversi pronunciare su un principio a monte della questione, e cioè se sia esigibile nei confronti della figura dell’esercente la vigilanza sul corretto collegamento dell’apparecchio.

Soddisfatto l’avv. Ripamonti che ha dichiarato: “La Corte di Cassazione ha colto nel segno ed infatti ha fissato la pubblica udienza. Indipendentemente dalla decisione che interverrà, è evidente come al di là delle circostanze in fatto assuma precipuo rilievo comprendere se sussista un tale onere di vigilanza in capo all’esercente. Onere che non mi risulta sia contemplato specificamente da norma alcuna“.