La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’ADM contro la decisione della Commissione tributaria regionale della Puglia che aveva ritenuto illegittima la richiesta di versamento del Preu riferibile ad un appareccho che, secondol’esercente, risultava non essere funzionante.

Per i giudici “ai sensi dell’art. 39-quater, nel periodo in contestazione A (anno d’imposta 2009) il PREU è dovuto anche per gli apparecchi privi del nulla osta o illecitamente messi in funzione. Soggetti  obbligati sono infatti l’installatore e, a titolo di responsabilità solidale, il possessore dei locali ove essi sono installati”.

L”amministrazione si legge nella pronuncia-  sottolinea che l’apparecchio era stato trovato “acceso e funzionante” al momento del primo accesso dei verbalizzanti in data 7 marzo 2009 e che il relativo verbale di accertamento fa piena prova, fino a querela di falso, con riguardo a fatti attestati dal pubblico ufficiale rogante come avvenuti in sua presenza e conosciuti senza alcun margine di apprezzamento. Si tratta, pertanto, di fatti accertati direttamente dai verbalizzanti mentre del tutto irrilevante ai fini dell’accertamento del PREU effettuato dall’Ufficio risulta la circostanza che al momento del secondo accesso, in data 11 marzo 2010, l’apparecchio sequestrato era risultato sprovvisto della scheda di gioco”.

Per i giudici “nel caso di specie, i militari hanno accertato, durante il primo accesso, che l’apparecchio che ha dato origine all’accertamento fosse “acceso e funzionante”. A fronte di una inequivoca affermazione di tale tenore, non sussistono margini per una diversa interpretazione, essendo sul punto il verbale assistito da fede privilegiata, ai sensi dell’art. 2700 c.c., per cui la contestazione del relativo contenuto si sarebbe dovuta proporre con le forme della querela di falso, nella specie non disposta. Alcun rilievo, pertanto, può essere riconosciuto a una diversa lettura della dichiarazione resa dai militari, valorizzando peraltro un verbale successivo redatto a distanza di oltre un anno dai fatti oggetto del primo accertamento e che non esclude di per sé l’avvenuto funzionamento dell’apparecchio in un periodo anteriore al momento del sequestro. Il presupposto d’imposta per il pagamento del prelievo erariale unico, ai sensi dell’art. 39- quater, comma 2, del d.l. n. 269/2003 (introdotto dall’art. 1, comma 84, legge 27 dicembre 2006, n. 296, a decorrere dal 1 gennaio 2007) nel testo applicabile ratione temporis, si verifica anche quando gli apparecchi da gioco non risultino muniti del nulla osta di distribuzione e del nulla osta di messa in esercizio di cui all’articolo 38, comma 5, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, come emerso nel caso di specie”.