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La Corte di Cassazione torna a dirimere una controversia in materia di Prelievo Erariale Unico delle slot non versato e responsabilità.

I giudici, ripercorrendo l normativa di riferimento, ribadiscono che la resposabilità ricade su concessionario di rete o proprietario degli apparecchi in base al periodo in cui si è verificato il mancato versamento.

“In capo al concessionario di rete, dunque, la disciplina ratione temporis applicabile configura due ipotesi di responsabilità: A) in via principale, alla condizione della mancata identificazione dell’autore dell’illecito; B) in via solidale, incondizionatamente (e, dunque, anche in caso di identificazione dell’autore dell’illecito) purchè non sia già debitore in via principale. Con riguardo alla seconda ipotesi, di solidarietà tributaria (da cui trae origine la pretesa dell’Amministrazione nella vicenda in esame essendo pacifica l’identificazione dell’autore dell’illecito), va indubbiamente rilevato che la coobbligazione si ancora ad una condotta diversa rispetto a quella dell’autore dell’illecito.

La ratio che risulta sottesa riflette, invero, la particolare posizione assegnata al concessionario di rete, il quale, anche per i requisiti di cui deve essere in possesso e delle licenze di cui deve essere titolare (L. n. 388 del 2000, art. 38; D.P.R. n. 640 del 1972, art. 14 bis, comma 4,), è il diretto referente per l’Amministrazione ed ha il controllo giuridico degli apparecchi per il gioco lecito per i quali ha ricevuto il nulla osta, sicchè egli assume anche una posizione di controllo sulla corretta immissione e sul lecito utilizzo dei macchinari stessi, fonte di obblighi (in vigilando od anche in eligendo) sulla concreta individuazione dei gestori ed esercenti e sulla corretta funzionalità delle apparecchiature. Rispetto a questa scelta legislativa si è posto diversamente il legislatore del 2009 che ha ritenuto di dovere individuare la responsabilità solidale del concessionario solo nell’ipotesi in cui non sia identificato il soggetto che ha commesso l’illecito.

A tal proposito, va in primo luogo precisato che le modifiche apportate dal decreto-legge n. 78/2009 hanno valenza innovativa rispetto al precedente regime di cui all’art. 39 quater del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269 nella sua versione in vigore dall’ 1 gennaio 2007 al 4 agosto 2009, applicabile ratíone temporis alla vicenda in esame.

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