Per la Corte di Cassazione va accolto il ricorso presentato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli contro la decisione che gettava l’appello proposto dall’Ufficio regionale dei Monopoli di Stato della Toscana e dell’Umbria nei confronti di un gestore avverso la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Firenze che nel 2011 aveva accolto il ricorso proposto dalla detta società avverso il diniego di rimborso dell’imposta sugli intrattenimenti (ISI) versata, ad avviso della contribuente, in eccedenza nel 2004.

“Il D.P.R. n. 640 del 1972, art. 14 bis, comma 1, stabilisce che il pagamento delle imposte sugli intrattenimenti per gli apparecchi e congegni di cui all’art. 110, comma 7, del TULPS, determinate sulla base dell’imponibile medio in via forfetaria su base annuale, deve essere effettuato in un’unica soluzione entro il 16 marzo di ogni anno ovvero entro il giorno 16 del mese successivo a quello di prima installazione per gli apparecchi e congegni installati dopo il 1 marzo; -peraltro, ai sensi del comma 3bis dell’art. 14bis cit., inserito dall’art. 39, comma 1, del d.l. n. 269 del 2003, come convertito, per l’anno 2004 e per ciascuno di quelli successivi, la misura dell’imponibile medio forfetario annuo – su cui applicare l’aliquota dell’ISI- era prevista in 2.500 euro, per gli apparecchi di cui alla lettera b) del predetto comma 7 dell’articolo 110; – pertanto, nella fattispecie, trattandosi di apparecchi da gioco ex art. 110, comma 7, lett. b) del TULPS, installati entro il 10 marzo 2004 e demoliti entro termine ultimo del 31 maggio 2004 previsto dal comma 7 dell’art. 39 del d.l. n. 269 del 2003 come convertito, l’imposta era stata correttamente pagata dalla contribuente nel termine di legge per intero- con conseguente legittimità del relativo diniego di rimborso- senza che rilevasse il fatto che gli apparecchi da gioco fossero stati demoliti entro il 31 aprile 2004 e, quindi, fossero stati effettivamente utilizzati solo al più per quattro mesi. La norma non prevede, infatti, la possibilità di ragguagliare l’imposta dovuta parametrandola al periodo di effettivo utilizzo per gli apparecchi già installati entro il 1° marzo ma solo per quelli installati dopo il 1° marzo di ciascuno anno. Infatti, proprio per l’impossibilità di frazionare l’imposta in relazione all’effettivo utilizzo, il legislatore aveva disposto per il 2004 una misura ridotta dell’imponibile medio forfetario annuo (euro 2.500 invece di euro 4.100,00 previste per il 2001,2002 e 2003) e quindi, in ogni caso, risulta irrilevante l’avvenuta distruzione degli apparecchi entro la data ultima del 31 maggio 2004 (in tal senso, v. Cass., sez. 5, 18 marzo 2015, n. 5359; 11 febbraio del 2015 n. 2614)”, s legge nella pronuncia.