L’imposta sugli intrattenimenti, ISI, è dovuta anche nel caso in cui l’apparecchio da intrattenimento senza vincita non venga di fatto utilizzato.

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una società che opera nel noleggio di apparecchi da intrattenimento contro la sanzione per il mancato versamento dell’ISI su quattro apparecchi.

Per i giudici “la prova, anche in via presuntiva, dell’effettivo svolgimento del gioco è necessaria quando questo avvenga senza il nulla osta e non quando il soggetto passivo abbia la detenzione del bene e sia munito di nulla osta (ancorché non ne abbia la concreta e materiale disponibilità per non averlo ritirato), conseguendone, in questo caso, l’assoggettamento all’imposta”. Nel caso specifico l’azienda aveva richiesto il rilascio dei quattro nulla osta ma “non si era mai attivata per ottenerne la consegna, valutando la fondatezza della ricostruzione dell’Ufficio non tanto (o solo) per l’esistenza di una prassi secondo cui i permessi vengono ritirati presso l’Ufficio, ma soprattutto sul fatto che la contribuente stessa aveva «un interesse all’immediata installazione degli apparecchi senza attendere i tempi necessari per una comunicazione formale» e che la medesima, nel corso del 2010, si era recata presso il medesimo Ufficio per ritirare i nulla osta relativi ad altri macchinari (irrilevante che essi fossero nuovi o usati), sicché non era comprensibile che non avesse chiesto o sollecitato, in questa occasione, la consegna anche dei nulla osta relativi alla precedente istanza, ferma l’insussistenza di alcun specifico obbligo di consegna a carico dell’Amministrazione”. Va affermato, pertanto, il seguente principio di diritto: «in materia di imposta sugli intrattenimenti, l’Amministrazione finanziaria è tenuta a inviare al contribuente il nulla osta che abbia rilasciato solo se sia stata formulata apposita richiesta in tal senso, in mancanza della quale è onere della parte attivarsi per verificarne l’effettivo rilascio».