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(Jamma) Il gestore di apparecchi da intrattenimento non può non è essere consapevole del fatto che gli apparecchi da gioco devono essere collegati alla rete del concessionario e non può essere tratto in inganno dal comportamento del concessionario stesso “che aveva richiesto e percepito il p.r.e.u. forfettario, ingenerando il convincimento circa la legittimità dell’esercizio anche in assenza di collegamento. Così si è espressa la corte di Cassazione rigettando il ricorso di un gestore a cui nel 2007 erano stati sequestrate due slot non collegate alla rete.

Per i giudici “il comportamento del concessionario non può essere considerato come scriminante, … perché non risulta che allo stesso sia mai stata espressamente richiesta una interpretazione della normativa o un chiarimento sulla possibilità di utilizzare la macchina senza collegamento telematico”. La corte indica anche come il soggetto professionale non avrebbe dovuto “adeguarsi a un pagamento forfettario che peraltro sapeva non dovuto”.
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