Calciobalilla considerati come giochi d’azzardo e per questo sottoposti a certificazione. Pubblichiamo lo sfogo di Roberto Osella, produttore di ‘biliardini’.

“Sono un produttore di calciobalilla, da ormai 37 anni faccio questo lavoro con amore, passione (in questo periodo storico ce ne vuole molta) e molta voglia di continuare a diffondere questo gioco nel mondo. Non tutti sanno che l’Italia vanta il maggior numero di produttori e anche se non ho numeri alla mano, possiamo vantarci insieme a molti miei illustri colleghi di aver portato e diffuso il calciobalilla nelmondo, siamo tutti delle eccellenze del made in Italy, con questo prodotto abbiamo fatto parlare dell’Italia in tutto il mondo. La mia azienda come altre ha deciso di non seguire il mercato e restare nelsettore del puro divertimento, non per scelte morali, ma perché sostengo che ognuno deve fare ciò che è capace di fare.

Sono felice nella mia modesta carriera di aver fatto cose di cui vado fiero e felice delle scelte che ho fatto con la mia famiglia. Aver mandato avanti una tradizione senza seguire il mercato dove i guadagni per molto tempo sono stati facili ma ” inquinati ” purtroppo da chi in questi ultimi anni vuole scippare il lavoro a quegli operatori puri che hanno cercato di lavorare secondo le regole scritte dallo stesso Stato. Non voglio e non mi interessa entrare nel merito della legge o, giusta o sbagliata, checi ha portati fino a qui o delle scelte di qualcuno.

Pur avendo fatto scelte da sempre per non entrare in un mondo che “non sentivo il mio” e ripeto non per questo condanno anzi ammiro chi seguendo la legge oggi è ancora qui a difendere le proprie idee. Oggi mi ritrovo ad essere buttato nel mucchio e normato come una macchina con vincita in denaro quando noi da sempre abbiamo fatto il gioco che per eccellenza è negli oratori delle chiese, qualcuno di noi lo ha fatto diventare uno sport e proprio per questo non riesco a capacitarmi e ad accettare che venga trattato insieme a biliardi, pool americani, distributori di palline magiche o di sorprese per i bambini. Ribadisco, non voglio prendere le distanze, ma una domanda mi sorge spontanea: se questa legge è stata scritta per tutelare la LUDOPATIA, cosa ci azzecchiamo noi produttori di apparecchi meccanici, dove la vincita non è né prevista né contemplata se non vincere la possibilità di far passare l’avversario sotto il calciobalilla se gli ho rifilato un 6 a 0?

Oggi ci troviamo a fare il conto per poter vendere un calciobalilla in Italia a pagare una certificazione che garantisca l’immodificabilità del gioco, quando non riusciamo neppure a capire cosa e come potremmo renderlo una macchina pericolosa per chi è malato di LUDOPATIA, tutte queste domande per farne una che mi piacerebbe arrivasse ai nostri legislatori: quanto questa legge agevola i giochi alternativi? Quanto questa legge aiuta chi ha delle patologie da gioco per vincita in denaro se i giochi tradizionali stanno scomparendo dai BAR per i costi burocratici che arrivano a essere pari agli incassi? Sono amareggiato di tutto questo, ma semplicemente perché non sono soddisfatto di poter dire che esporto il 90% della produzione all’estero e il mio prodotto qui in Italia viene trattato come un oggetto che può DELINQUERE mentre vedo le statistiche della dipendenza da gioco, dell’alcool e della dipendenza da stupefacenti che portano numeri decisamente più importanti.

Non so cosa direbbe Sua Santità che è stato ripreso a giocare con un calciobalilla in Vaticano se sapesse che oggi il calciobalilla per essere usato in un luogo pubblico debba possedere le stesse certificazioni di una macchina con vincita in denaro. Spero che il governo si renda conto che la categoria dei produttori di apparecchi meccanici è stata inserita in questa macchinosa legge, ma che fondamentalmente non ha nulla a che fare e se proprio serve una certificazione penso che a chiunque possa sapere che il calciobalilla è il gioco aggregante per eccellenza e se crea dipendenza non è da vincite in denaro, ma dipendenza da sorrisi, felicità e allegria”.

Roberto Osella, titolare della FABI srl