cagliari

(Jamma) Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di un esercente per l’annullamento della pronuncia del Tar dato ragione al Comune di Cagliari in merito all’ordinanza che impone distanze minime per le sale giochi da luoghi sensibili, comprese scuole e luoghi di culto. I giudici di Palazzo Spada hanno ritenuto che il ricorso dell’esercente non sia “prima facie assistito da fumus boni iuris” e “ritenuto, quanto al periculum in mora, che, nella comparazione degli interessi, allo stato, sia preminente l’interesse pubblico al rispetto dei limiti imposti all’apertura di sale da giochi, avendo peraltro la società ricorrente avanzato anche istanza risarcitoria”.

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