Bruxelles si ‘smarca’ rispetto alla scelta del governo italiano di incrementare la tassazione dei proventi da AWP e Videolotterie attraverso una misura contenuta nel decreto fiscale ora all’esame della Camera.

In linea di massima, per quanto riguarda il gioco d’azzardo, i paesi dell’UE sono
liberi di regolamentare le loro attività in materia di gioco d’azzardo e di ”limitarle, ove necessario, per salvaguardare obiettivi di interesse pubblico quali la tutela dei minori, la lotta contro la ludopatia e la prevenzione della criminalità e delle frodi”.

Con questa premessa la Commissione Europea risponde ad una delle segnalazioni circa il provvedimento che incrementa il Prelievo Erariale Unico sulla raccolta delle slot.

“Tali limitazioni devono tuttavia essere in linea con le norme sul mercato interno così come stabilite dai trattati dell’UE e come interpretate dalla Corte di giustizia dell’UE. La Corte ha
precisato in varie occasioni che gli Stati membri devono dimostrare l’adeguatezza, la proporzionalità e la necessità delle misure in questione, in particolare l’esistenza di un problema legato all’obiettivo di tutela dell’interesse generale e la coerenza con il regime normativo. Analogamente gli Stati membri sono liberi di fissare i loro livelli di imposizione fiscale fintanto che è garantita la libera circolazione di merci, servizi e capitali tra i paesi dell’UE e non viene operata alcuna discriminazione tra consumatori e imprese nei diversi Stati membri“.

Sulla possibilità che ci sia una violazione del diritto dell’UE potranno esprimersi quindi solo i giudici nazionali.