Una società che gestisce numerose sale giochi in Belgio donava Bonus di gioco ai clienti. Sanzionata dalla Commissione nazionale che regolamenta le attività di gioco d’azzardo.

La commissione per i giochi d’azzardo del Belgio ha sanzionato una società belga di casinò che offriva bonus da 10 e 25 euro ai giocatori, ai clienti che si presentavano nelle sue sale giochi il giorno del loro compleanno o il giorno di San Nicola.

“Tutti lo facevano”, si è difeso il CEO della società che opera a livello nazionale.

“Queste offerte promozionali sono contrarie allo spirito della legge che ha l’obiettivo di proteggere i giocatori, in particolare i giovani e le fasce vulnerabili della popolazione, e quindi non permette vantaggi che favoriscano il gioco d’azzardo”, avrebbe motivato la commissione sanzionando la socità con una multa, quasi simbolica, di 1 000 euro.

La società, che contesta, ha deciso di presentare un ricorso dinanzi al tribunale di primo grado di Bruxelles.

Dai controlli delle sale da gioco nelle quali sono installati apparecchi da gioco automatici era emerso che in quelle di questo gruppo la cui sede si trova a Bruxelles, la direzione offriva un buono di 25 euroin occasione della ricorrenza del compleanno e una carta di gioco da 10 euro nel giorno di San Nicola.

Legale? Non legale? La legge del 7 maggio 1999 sul gioco d’azzardo non è affatto chiara a questo proposito. La Commissione per i giochi vi vede un’infrazione all’articolo 58. Secondo lla Commissione la legge sui giochi vuole impedire le offerte che, per mezzo di vantaggi (come buoni, fiches, biglietti) stimolano la domanda.

La società considera, da parte sua, che si tratta di operazioni pubblicitarie di marketing che ogni commerciante avveduto ha il diritto di praticare se vuole gestire efficacemente i suoi affari.

La società, inoltre, fa osservare che nel gioco online dove i rischi di dipendenza sono ritenuti più grandi che nei casinò, la stessa commissione dei giochi autorizza invece la concessione dei bonus fino a 500 euro.

Il contenzioso, ovviamente, non riguarda i 1 000 euro, ma sul principio di questi tipi di bonus, rifiutato dalla commissione per i giochi.

La società condannata si è rivolta perciò al Tribunale civile.