Bolzano. Sale slot, scommesse, bingo e via giocando. Il Dpcm di Conte dell’11 giugno, con tanto di protocollo sanitario allegato, ha autorizzato le Regioni a far ripartire le attività dal 15 giugno. In Italia tutti o sono già partiti o hanno deciso di farlo a breve. Bolzano invece no. Nonostante le pressioni di noleggiatori di macchinette, gestori di sale e loro dipendenti – tutti a casa dall’inizio del lockdown, molti dei quali senza aver ancora ricevuto dall’Inps la cassa integrazione straordinaria – tutto tace.

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«In Alto Adige non si vuole riaprire», commenta all’AltoAdige.it Michele Galasso, titolare di Gm Game Machine, che parla di volontà chirurgica di bloccare il gioco legale. «Abbiamo tentato di parlare con Kompatscher, non c’è stato nulla da fare».

Secondo il Dpcm, le sale giochi e scommesse devono rispettare le linee guida approvate dalla Conferenza Regioni, che prevedono: riorganizzazione degli spazi e distanziamento sociale per evitare assembramenti, uso della mascherina, cura assidua dell’igiene; i locali poi devono installare dispenser con soluzioni igienizzanti e pulire superfici e apparecchi dopo ogni utilizzo, favorire il ricambio d’aria e incentivare i pagamenti elettronici. Una determina del direttore generale dell’Agenzia Dogane e Monopoli, Marcello Minenna, ha fissato le sanzioni in caso di violazione di norme e protocolli sanitari, che vanno dalla diffida in caso di prima violazione fino alla sospensione da uno a cinque giorni e all’invito di provvedere agli adeguamenti necessari.