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(Jamma9 Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di un operatore di gioco contro il provvedimento di decadenza di una autorizzazione di Sale giochi della Provincia autonoma di Bolzano.

Nello specifico si tratta di una sala giochi nel Comune di Brunico che, secondo la Provincia, non rispetta la distanza minima di 300 mt dai luoghi sensibili.

Per i giudici del Consiglio di Stato l’appello merita accoglimento laddove “viene dedotta l’erroneità dell’impugnata sentenza nella parte in cui dà per scontata l’ubicazione della sala da gioco in un raggio di 300 m da luoghi c.d. sensibili, quali definiti dall’art. 5-bis, comma 1, l. prov. 13 maggio 1992, n. 13 (Norme in materia di pubblico spettacolo), sussumendovi erroneamente la chiesa e la casa delle associazioni –, in quanto:

– la citata disposizione legislativa prevede che «per ragioni di tutela di determinate categorie di persone e per prevenire il vizio del gioco, l’autorizzazione di cui all’articolo 1, comma 2, per l’esercizio di sale da giochi e di attrazione non può essere concessa ove le stesse siano ubicate in un raggio di 300 metri da istituti scolastici di qualsiasi grado, centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente dai giovani o strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale»;

– ad una piana lettura della citata disposizione legislativa risulta palese che tra i luoghi c.d. sensibili non sono contemplati né i luoghi di culto né le strutture che siano genericamente sede delle associazioni del paese (siano esse culturali o meno, qui non rileva);

– non risulta, in particolare, allegato e provato dall’Amministrazione appellata – né in sede procedimentale, né in sede processuale – che la casa delle associazioni fosse frequentata principalmente da giovani o utenti di strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale (categorie, a cui tutela la disposizione legislativa che qui viene in rilievo è dichiaratamente tesa);

– a ciò si aggiunge che le deliberazioni della Giunta provinciale n. 341 del 12 marzo 2012 e n. 1570 del 29 ottobre 2012, emanate ai sensi del comma 2 del citato art. 5-bis l. n. 13/1992 – che testualmente recita: «Con delibera della Giunta provinciale possono essere individuati altri luoghi sensibili in cui non può essere concessa l’autorizzazione per l’esercizio di sale da gioco e attrazione, tenuto conto dell’impatto della stessa sul contesto urbano e sulla sicurezza urbana nonché dei problemi connessi con la viabilità, l’inquinamento acustico e disturbo della quiete pubblica» –, le quali avevano ampliato il novero dei luoghi sensibili includendovi tra l’altro i luoghi di culto, sono state annullate dal T.r.g.a. con le sentenze n. 301/2016 e n. 302/2016 (ormai passate in giudicato ed esplicanti efficacia erga omnes), in quanto ritenute inficiate dal vizio di eccesso di potere per difetto di istruttoria, irragionevolezza, incongruità e violazione del principio di proporzionalità, ad ulteriore conferma dell’inconfigurabilità della chiesa come luogo sensibile per gli effetti dell’art. 5-bis, comma 1, l. prov. n. 13/1992;

– ponendosi i c.d. luoghi sensibili, nell’ambito della fattispecie autorizzatoria all’esame, come requisiti negativi per l’esercizio di un’attività economica di per sé lecita, l’onere di allegazione e di prova di eventuali fatti ostativi al libero esercizio di detta attività incombeva all’Amministrazione, la quale non lo ha minimamente assolto”.

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