A scrivere alla Redazione Jamma questa volta è un’azienda medio-piccolo di gestione apparecchi comma 6/a che, a vario titolo, offre lavoro a 16 persone (16 famiglie) in forma diretta e a tantissimi altri in maniera indiretta (clienti).

È già da diversi anni che il nostro settore è continuamente aggredito dai vari governi che si sono succeduti, tutti alla disperata ricerca di fondi per finanziare le loro strampalate idee.

In tutti questi anni tutto il comparto ha subito inerte come dei francescani che porgono sempre l’altra faccia e ovviamente ci hanno sempre accontentato, ormai le nostre facce sono stragonfie.

Con quest’ultima misura che il nostro buon Governo si appresta a varare avremmo il colpo di grazia, che tanto abbiamo desiderato e noi sempre fermi e immobili come i soliti francescani.

Sento in giro alcuni colleghi che dicono: “almeno con la riduzione di payout respiriamo ancora” senza rendersi conto che noi lavoriamo per il residuo (IN-OUT-ACCISE) che in ogni caso diminuisce, e noi saremmo costretti ad un nuovo massiccio investimento che mai potremmo ammortizzare.

Penso sia venuto il momento di dire basta, è venuto il momento (anche se tardivo) di non porgere più l’altra faccia ma combattere nell’unico modo utile fermare totalmente la raccolta a tempo indeterminato. Dovremmo riuscire a fermare almeno il 50% degli apparecchi in modo da costringere il nostro buon Governo a trattare o a cercarsi altre forme di finanziamento (che francamente non riesco a vedere come e dove).

Ricordiamoci che con questa ultima misura tutte le aziende di gestione (di qualsiasi grandezza) sono commercialmente morte, almeno se dobbiamo morire facciamolo senza creare o incrementare ulteriormente i debiti.

Invito tutte le sigle che rappresentano gli operatori del settore a unirsi (finalmente) e portare avanti l’unica azione di protesta che può avere un risultato positivo.

BLOCCO TOTALE DI OGNI FORMA DI RACCOLTA