Respinto appello dell’Avvocatura di Stato.

La Corte d’Appello di Roma, con Sentenza depositata il 29 Aprile 2020, in accoglimento delle domande risarcitorie avanzate da alcuni gestori, assistiti dagli avvocati Marco Ripamonti e Carlo Lepore, ha confermato la sentenza risarcitoria resa in primo grado nel 2014 sul risarcimento riguardante il danno emergente per la cessazione della raccolta di gioco mediante apparecchi Black Slot, Stack Slot e Terza Dimensione, oggetto della nota vicenda trattata dalla Procura della Repubblica di Venezia e risolta dal Tribunale lagunare con Sentenza del 12.12.2012, di assoluzione di tutti gli imputati, ma con confisca degli apparecchi stessi, ritenuti da gioco d’azzardo.
La Sentenza resa dalla Corte d’Appello di Roma, si fonda su una serie di punti rilevanti:
  • Prima di tutto la giurisdizione che, contrariamente agli argomenti svolti da ADM, va ritenuta appartenente al giudice ordinario, laddove l’atto amministrativo di rilascio indebito di nulla osta su apparecchi irregolari, abbia procurato danno al privato, per giunta neanche direttamente destinatario del nulla osta stesso;
  • La convenzione tra Aams e l’ente omologatore non comporta alcun trasferimento su quest’ultimo soggetto di pubbliche funzioni, trattandosi invece di appalto di servizi strumentale, esponendo in tal modo la P.A. verso i terzi, salva manleva verso l’omologatore;
  • La Sentenza penale del Tribunale di Venezia non costituisce prova dell’illecito, ma assume valore di indizio, che posto in connessione con i molti documenti versati in atti da parte degli attori gestori, denotano responsabilità grave di Aams, trattandosi di documenti, già prodotti nel processo penale di Venezia, che dimostrano come gli uffici tecnici di Aams fossero entrati nel merito della omologa, scambiando informazioni con l’omologatore ed impartendo anche direttive di ordine tecnico, con ciò l’infondatezza dell’errore scusabile da parte di ADM riguardo alla dedotta non correttezza dell’omologa;
  • Tutti gli atti e documenti riguardanti il processo di Venezia sono opponibili ed efficaci nei confronti ed in pregiudizio di Adm che non li ha contestati nel giudizio civile, se non tardivamente, e che ne era, peraltro, a conoscenza avendo partecipato al processo penale, nel quale era costituita parte civile contro gli imputati, costituzione respinta per via della assoluzione.