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(Jamma) – Dopo le critiche ricevute il sottosegretario con delega ai giochi ha risposto agli operatori giustificando le iniziative intraprese con la Manovra correttiva. Eugenio Bernardi, noto operatore nel settore delle Newslot, replica punto per punto alla risposta del sottosegretario Pier Paolo Baretta.

“Alcuni rappresentanti di SGI – scrive Bernardi – hanno chiesto questa compensazione che se da un lato fa recuperare marginalità dall’altro fa rispendere ai gestori di AWP, reduci dal cambio apparecchi forsennato dello scorso anno, un cambio obbligato a causa della riduzione del payout contestuale all’aumento del PREU imposto con la Stabilità per il 2016.
Dei giocatori che spendono di più e della ludopatia (o meglio disturbo da gioco compulsivo o GAP) non è importato nulla a nessuno.
I gestori dovranno in futuro cambiare nuovamente tutto a causa dell’introduzione coatta delle nuove AWP da remoto, ormai in ritardo sulla tabella di marcia.
Dovevano uscire nel 2017 e non se ne vede l’ombra se non una bozza di Decreto che impone la riduzione entro la fine del 2019, l’averla anticipata è mossa poco intelligente se l’intenzione vera non è una manovra depressiva verso il solo comparto delle AWP.
La previsione di una limitazione a 100 euro dell’inserimento di banconote per le VLT, per quanto concerne il riciclaggio non serve a nulla (invece d’introdurre una banconota da 500 euro, ormai introvabili, se ne introducono 5 da 100€) .

Servirebbe invece il blocco all’introduzione di una sola banconota per volta. Solo terminato il credito di questa permettere l’introduzione dell’altra, come accade nelle AWP con introduzione massima di 2 euro per volta.
Le VLT sono disponibili alla stessa stregua delle slot, visto che ci sono disponibili e accessibili circa 4.900 sale VLT (fonte Libro Blu di ADM) con 54 mila terminali VLT.
La riduzione di 140 mila AWP o New Slot vi porterà ad un notevole ammanco di PREU, nel 2018 di almeno 1 miliardo. Cosa ancora più insensata in questo progetto è stato disporre l’aumento PREU dal 17,5% al 19% per accontentare la Commissione Europea (raschiando il barile) e facendo con l’art.6 esattamente l’opposto di ciò che vi ha consigliato l’ADM e la Corte dei Conti. Le rammento la famosa Curva di Laffer, a tirar troppo la corda poi si strappa.
Oltre a ciò le chiedo se ha mai pensato che riducendo in percentuale le AWP subentrano alcuni problemi di carattere squisitamente pratico oltre che economico.
Un operatore che inizia ora l’attività di gestione AWP quale base numerica potrà usare non avendo uno storico. Sarà consentita libertà d’impresa?
Un operatore che trova nuovi locali, anche e soprattutto al di fuori dagli eventuali luoghi sensibili, tanto amati dai NO SLOT, quali apparecchi potrà usare se gli viene imposto di lavorare col 70% del suo parco apparecchi?
Un operatore che è collegato ad un concessionario che è anche gestore diretto (e stranamente da anni controllore di se stesso) potrebbe rischiare di vedersi danneggiato dallo stesso concessionario che favorirà i propri apparecchi a gestione diretta?
La riduzione delle AWP, è inutile negarlo, con una domanda costantemente in crescita, spingerà certamente i giocatori verso altri giochi, verso l’online e soprattutto verso le VLT.
Una cosa che dimentica il Sottosegretario, è il flop della sanatoria dei CTD reiterata per 2 leggi di Stabilità, che doveva fare incassare circa 400 milioni. Se ne sono visti a malapena 90. Poi c’è da sottolineare la mancanza d’introiti dalle sanzioni sugli apparecchi irregolari per oltre 500 milioni, non se ne vista traccia.
Quando dice colpa di tutti, si faccia un grande esame di coscienza e analizzi i suoi di comportamenti e quelli dei governi di cui ha fatto parte. La confusione si è certo creata con i provvedimenti delle amministrazioni locali spinte dal panico morale di certe associazioni NO SLOT che vedono la pagliuzza delle AWP e non le travi delle VLT, del 10eLotto, del Win For Life dei grattini e dell’online. Ma il governo cosa ha fatto? E Lei?
È sempre necessario riconoscere le giuste rivendicazioni associative.

Sulle questioni fiscali servono ammortamenti più equi, un incentivo per la dismissione coatta di migliaia di macchine e una più equilibrata normativa amministrativa che colpisca chi non si comporta in modo corretto”.

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