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(Jamma) – In Italia quando vengono citati determinati argomenti, soprattutto economico-finanziari, pare non esistere il fact checking, cioè il controllo della fondatezza delle affermazioni e dichiarazioni di politici da parte di giornalisti o specialisti di certe materie.

“Chi le spara più grosse”, scoprirlo è il compito di questa branca del giornalismo che potremmo definire investigativo, particolarmente popolare nelle redazioni di diversi giornali.
Scrive la nota enciclopedia Wikipedia, per descrivere il termine fact checking: “La verifica dei fatti ha il preciso scopo di portare allo scoperto errori, imprecisioni e menzogne, ed è condotta non solo da giornalisti professionisti, ma anche da semplici cittadini, in epoca contemporanea molto spesso su Internet”.

Proprio la maggiore facilità di accertamento e controllo attraverso la rete, più a portata di mano dei cittadini comuni, che del giornalismo investigativo, attribuisce alla verifica dei fatti un forte valore civico di controllo della politica e dei media.

La verifica ha sempre lo scopo di determinare la veridicità e la correttezza delle affermazioni. Oggi vorrei concentrarmi sulla risposta che il Sottosegretario Baretta ha dato in VI Commissione Finanze al Senato all’interrogazione del Senatore Vacciano (Misto) e altri firmatari che chiedevano alcune spiegazioni sui condoni dei CTD irregolari che avrebbero dovuto essere sottoposti a sanatoria nelle due leggi di Stabilità 2015 e 2016, e prendo spunto da uno dei quesiti, diciamo economici: “quali poste siano derivate e incamerate ex art. 1, commi 646, 647 e 648, della legge n. 190 del 2014, in cui si prevedeva di incamerare dai “totem” (spesso presenti nei CTD) e altri giochi irregolari circa 540 milioni di euro, come si evince dalla relazione tecnica accompagnatoria a firma del sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze Baretta”.

La Repubblica l’8 gennaio 2016 scriveva una tabella sulle maggiori entrate dal rapporto di Twig (www.twig.pro). E’, come si dice, “a regime”, cioè tiene conto degli effetti reali, per l’anno in corso, delle due leggi di Stabilità, del 2015 e del 2016 e dei principali provvedimenti del 2014.

Gli effetti su entrate e uscite del bilancio dello Stato (2016) derivanti dai provvedimenti del governo Renzi – in mld euro.

Facciamo un preambolo per risalire alle poste che la legge di Stabilità 2015 ha disposto dal comma 643 e seguenti dell’art. 1 della legge n. 190 del 2014. Nella Relazione Tecnica RT e negli emendamenti presentati nella navetta fra Camera e Senato era previsto per il condono di circa la metà dei censiti 7 mila CTD “Il totale annuo, che dunque, nella ipotesi di emersione immediata del 50% dei soggetti interessati, sarebbe di 210 +187= 397 milioni di euro”.

Sempre nella RT per i Giochi irregolari AWP o Totem veniva scritto “l’azione deterrente verso l’esercizio del gioco con vincite in denaro non collegato alla rete di raccolta statale in particolare per gli apparecchi denominati “totem” collegati via internet su siti di gioco esteri e illegali ….. Il tutto per un totale di 542.025.000 che per sintesi finale si assume in euro 540.000.000. Riepilogando il complesso delle disposizioni di cui all’emendamento in rassegna determina un maggior gettito di 937 milioni di euro”.

Ora la risposta del Sottosegretario dichiara che per il condono dei CTD si siano incassati solo 87 milioni di euro contro una previsione di 397 milioni, mi pare un notevole insuccesso viste le sbandierate previsioni. All’appello delle entrate mancano quindi ben 310 milioni derivanti dal comma 643 e seguenti della sanatoria dei Ctd (Centri trasmissione dati), che è stata un flop, come già diversi quotidiani affermavano da tempo, visto che vi hanno aderito poco più di 2mila CTD, mentre altri 4/5mila sono rimasti alla finestra, operativi alla luce del sole e non tassati o tartassati.

Sui 540 milioni del commi 646-648 è stato detto che i tempi saranno lunghi ma i 540 milioni erano nella finanziaria 2015 e poco o nulla è stato recuperato, ovvero si presume un ammanco di circa 530 milioni. Evidenti le perplessità espresse dalla Commissione Europea nella opinione ufficiale di valutazione sul bilancio italiano consegnata alle autorità di Roma lunedì 16 novembre 2015, dove il commissario Pierre Moscovici al punto 9 mette in dubbio le additional revenues from gaming, cioè gli incassi aggiuntivi ottenuti dal gioco, elemento che resta attuale anche alla luce della legge di bilancio di quest’anno.

Proprio nelle stesse ore in cui Moscovici consegnava il documento, veniva resa ufficialmente pubblica la notizia, di certo non gradita ai responsabili del MEF. Il Tar del Lazio ha in pratica bocciato la tassa di 500 milioni imposta con la legge di Stabilità 2015 ai concessionari delle VLT e AWP o new slot. Le motivazioni della bocciatura sono importanti: secondo i giudici amministrativi quella tassa “presenta dubbi di compatibilità costituzionale con riferimento sia al profilo della disparità di trattamento sia al profilo della ragionevolezza”. In pratica la tassa è stata addossata ai concessionari e poi a tutta la filiera non in base agli incassi accertati, ma per il numero degli apparecchi gestiti. Inoltre essa grava su uno dei settori del gioco terrestre a vincita (AWP e VLT) lasciando indisturbati tutti gli altri.

Di quelle poste, forzatamente sono stati incamerati 340 milioni (in parte trattenendo lo 0,5% del deposito cauzionale che tutti gli anni viene reso ai concessionari, una cifra di oltre 200 milioni) Penso sarebbe da pazzi voler recuperare i 160 milioni mancanti da quella scellerata norma del comma 649 della Stabilità 2015, visto che il TAR Lazio ha già affermato che non sono sindacabili i rapporti contrattuali fra privati.

Altre incertezze di quella Stabilità 2015 gravano anche sulla gara per il rinnovo dei diritti delle scommesse sportive e dagli imprevisti collegati alla gara per il Lotto, riproposte l’anno successivo nella Stabilità 2016. Quindi degli 1,3 miliardi previsti per la stabilità 2015 ne sono arrivati 430 milioni (di cui i 340 labili e in attesa della decisione di incostituzionalità della Corte Costituzionale), è già molto visto lo spostamento delle gare lotto e scommesse e nulla vale dire che quest’anno si incasserà 1 miliardo dovuto all’aumento del Preu dello 0,5% delle VLT ma soprattutto del dichiarato errato del 2,5% delle AWP (un errore madornale che si legge spesso anche sui Bollettini del MEF, che qualcuno ha già segnalato invano, infatti il Preu per 2016 alle AWP o new slot è stato aumentato del 4,5% ovvero dal 13% al 17,5%. Sarebbe gradita una correzione perchè perseverare nell’errore è cosa grave per il MEF e il Sottosegretario Baretta). Da cittadino mi chiedo: perché se io commetto un errore pago e questa sciatta politica no?”.

Eugenio Bernardi

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