Il Tar Brescia ha accolto il ricorso di un esercente e sospeso il provvedimento del Comune di Bergamo di chiusura per una settimana per il mancato rispetto di quanto prescritto (nell’ordinanza sindacale) è punito con le sanzioni previste dagli art. 17 bis e seguenti dello stesso TULPS, i quali prevedono, oltre alla sanzione pecuniaria, una sanzione accessoria di sospensione sino a tre mesi dell’attività.

“Rilevato che sussistono i presupposti per la concessione della chiesta misura cautelare, nei soli termini di seguito indicati;

considerato che, come già rilevato in sede di decreto monocratico, l’Amministrazione comunale ha posto a fondamento dell’impugnato provvedimento di sospensione l’art. 17 quater del TULPS che, peraltro, richiama le ipotesi di violazioni di cui al precedente art. 17 bis, ipotesi tra cui non è contemplato l’art. 88, riferibile alla tipologia di autorizzazioni rilasciate al ricorrente;

rilevato che, diversamente, il potere sanzionatorio di sospensione, che comunque va riconosciuto all’Amministrazione comunale, risulta trovare adeguato fondamento normativo nell’art. 10 del TULPS, che però non è stato invocato ed applicato nel caso in esame”, si legge nella pronuncia.